| Giovanni Acuto | ||||||||||||||||||||||||||||
Nel
1371 sulla scena italiana aveva fatto la sua comparsa una forza nuova,
la famosa Compagnia Bianca composta da veterani della guerra dei Cento
Anni. I membri della Compagnia Bianca e i loro "rampolli" furono
sempre noti in Italia con la denominazione di "inglesi" perché
in genere erano uomini che avevano preso parte alle guerre "inglesi"
in Francia, ma non erano affatto tutti degli inglesi veri e propri. I
metodi praticati dalla Compagnia, che le ottennero subito la superiorità
nelle guerre italiane, erano quelli messi a punto dagli inglesi a Crecy
e a Poitiers. Molti poi dei capi o ufficiali della Compagnia erano inglesi
e tra questi Giovanni Acuto (John Hawkwood) e Andrew Belmont. |
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| Nicolò da Tolentino | ||||||||||||||||||||||||||||
Nicolò
Mauruzi, detto "il Tolentino", fu un famoso capitano di ventura
del XV secolo. Ottenuto da Pandolfo Malatesta il castello della Stacciola
presso il Metauro, fu successivamente al soldo di Francesco Maria Visconti,
di Martino V e dei Fiorentini. Al servizio di questi ultimi espugnò
Brescia e decise la battaglia di Maclodio (1427). Nominato nel 1431 capitano
generale della Repubblica, fu mandato nel 1433 in Romagna a fronteggiare
Francesco Sforza; nel 1434, catturato a Castelbolognese dalle truppe viscontee,
fu intenzionalmente spinto in un burrone; morì l'anno dopo a Borgo
Val di Taro in seguito alle ferite riportate. I Fiorentini ne onorano
la memoria con il ritratto equestre commissionato ad Andrea del Castagno
in Santa Maria del Fiore. Il suo cuore, che egli volle donare alla sua
città natale, è conservato in una teca incorniciata da un
nodo di Salomone, posta sulla parete sinistra accanto all'ingresso che
dalla Chiesa immette nel Cappellone di San Nicola. |
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| Battistero | ||||||||||||||||||||||||||||
| Porta nord: | ||||||||||||||||||||||||||||
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| Porta Est: | ||||||||||||||||||||||||||||
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| Porta Sud: | ||||||||||||||||||||||||||||
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| Campanile, ciclo di formelle sul tema del Lavoro | ||||||||||||||||||||||||||||
| Lato ovest:, prospiciente il Battistero: | ||||||||||||||||||||||||||||
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| Lato sud, verso piazza della Signoria: | ||||||||||||||||||||||||||||
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| Lato est, verso via dello Studio: | ||||||||||||||||||||||||||||
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| Lato nord, prospisciente il prospetto laterale della Cattedrale: | ||||||||||||||||||||||||||||
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| Prigioni | ||||||||||||||||||||||||||||
I
quattro prigioni vennero scolpiti per la tomba di Giulio II in seguito
al terzo contratto del 8 luglio 1516. Queste opere non vennero utilizzate
e quindi furono lasciate nella bottega fino alla morte di Michelangelo
quando furono regalati a Cosimo I tramite l'erede dello scultore; collocati
a Boboli da dove vennero trasferiti al museo dell'accademia dove si trovano
ora. I prigioni impersonano l'anima umana ridotta in schiavitù
dalla materia del corpo. |
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| David | ||||||||||||||||||||||||||||
Il
pastorello divenuto re di Israele. Davide fu un bandito, un guerriero
e un uomo di stato; fece di Israele un regno unito, conquistò Gerusalemme
e la scelse come capitale; era citaredo e la tradizione lo ritiene l'autore
dei Salmi. |
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| Affreschi del Convento di San Marco | ||||||||||||||||||||||||||||
| NEL PRIMO CHIOSTRO: | ||||||||||||||||||||||||||||
| - Cristo crocifisso, con San Domenico; | ||||||||||||||||||||||||||||
-
Cinque lunette: San Domenico, San
Pietro Martire, San Tommaso, Cristo
morto, Cristo pellegrino con due Domenicani. |
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| NELLA SALA DEL CAPITOLO: | ||||||||||||||||||||||||||||
-
grande Crocifissione con Santi: Cosma e Damiano,
Lorenzo, Marco, Giovanni Battista, la Vergine con le Pie donne, Domenico,
Zanobi, Gerolamo, Agostino, Francesco, Benedetto, Bernardo, Giovanni Gualberto,
Romualdo, Pietro Martire e Tommaso. Nella cornice: busti di nove patriarchi,
del pellicano simbolo di Cristo, della Sibilla Eritrea. Nella fascia in
basso: diciassette Santi e Beati dell'Ordine domenicano. |
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| AL PRIMO PIANO | ||||||||||||||||||||||||||||
| Nei corridoi: | ||||||||||||||||||||||||||||
| - L'Annunciazione; | ||||||||||||||||||||||||||||
| - Cristo in croce con San Domenico; | ||||||||||||||||||||||||||||
-
Madonna col Bambino e i Santi Domenico, Cosma, Damiano,
Marco, Giovanni Evangelista, Tommaso d'Aquino, Lorenzo, Pietro Martire. |
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| Celle del lato esterno dell'ala Est: | ||||||||||||||||||||||||||||
| 1- Noli Me Tangere; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 2- Compianto su Cristo morto; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 3- L'Annunciazione; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 4- La Crocifissione; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 5- La Natività; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 6- La Trasfigurazione; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 7- Cristo deriso con la Vergine e San Domenico; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 8- Le Marie al Sepolcro; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 9- L'Incoronazione della Vergine; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 10- La Presentazione al tempio; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 11- La Madonna col Bambino fra i Santi Agostino e Domenico. | ||||||||||||||||||||||||||||
| Celle del lato interno dell'ala est: | ||||||||||||||||||||||||||||
| 23- Cristo crocifisso con la Vergine e San Tommaso; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 24- Il Battesimo di Cristo; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 25- Cristo crocifisso con la Vergine, la Maddalena e San Domenico; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 26- Cristo alla colonna; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 27- Cristo nel sepolcro; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 28- Cristo portacroce; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 29- Crocifissione con San Pietro martire; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 30- Crocifissione con San Domenico. | ||||||||||||||||||||||||||||
| Celle del lato interno dell'ala Sud: | ||||||||||||||||||||||||||||
| 15-22: otto Crocifissioni | ||||||||||||||||||||||||||||
| Celle del lato interno dell'ala Nord: | ||||||||||||||||||||||||||||
| 31- Cristo al Limbo; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 32- Il Sermone della montagna - Cristo tentato; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 33- L'Ingresso a Gerusalemme - Il bacio di Giuda; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 34- Cristo nell'Orto degli Ulivi; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 35- L'Istituzione dell'Eucaristia; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 36- Cristo inchiodato alla Croce; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 37- Cristo crocifsso. | ||||||||||||||||||||||||||||
| Celle del lato esterno dell'ala Nord: | ||||||||||||||||||||||||||||
| 38- Cristo in croce; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 39- L'Adorazione dei Magi e tabernacolo con Cristo morto; | ||||||||||||||||||||||||||||
| 40-44- cinque diverse raffigurazioni di Cristo in croce. | ||||||||||||||||||||||||||||
| Studiolo e Tesoretto di Francesco I | ||||||||||||||||||||||||||||
Francesco
I: 1541 - 1587. Il tema fondamentale del programma iconografico dello
studiolo di Francesco I, secondo Vincenzo Borghini, è quello del
rapporto tra Arte e Natura illustrato al centro della volta affrescata
nel riquadro con l'immagine di Prometeo che riceve dalla Natura una pietra
preziosa. Accanto si distribuiscono le rappresentazioni dei quattro elementi,
i quattro legami esistenti tra di loro, cioè le qualità,
e i quattro temperamenti, anch'essi collegati con le decorazioni sottostanti.
Le tavole dell'ordine superiore sono legate ad una illustrazione pratica
di arti, mestieri, creazione o elaborazione di forme e oggetti nuovi derivati
dai doni naturali provenienti dall'elemento sotto il cui segno sono disposti
oppure esemplificazioni della ricerca di quei doni allo stato naturale.
Gli ovali inferiori sono invece destinati alla rappresentazione di scene
mitologiche o storiche in qualche modo legate al tema dominante e cioè
alla predominanza naturale dell'elemento guida o all'azione esercitata
sull'uomo da oggetti connessi. Diciotto tavole delle pareti fungono da
sportelli di altrettanti armadietti, ove erano riposti gli oggetti che
avevano un rapporto di richiamo mnemonico con i soggetti rappresentati. |
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| Perseo | ||||||||||||||||||||||||||||
Eroe
della mitologia greca; era figlio di Danae che lo aveva concepito quando
Giove si era unito a lei in forma di pioggia d'oro. Delle sue gesta eroiche,
le principali sono l'uccisione di medusa, e la liberazione della bella
Andromeda che stava per cadere vittima di un mostro marino. |
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| Ratto delle Sabine | ||||||||||||||||||||||||||||
Una
nota leggenda sulle origini di Roma narra di come Romolo, fondatore della
città, riuscì con uno stratagemma ad assicurare la futura
crescita della popolazione. Organizzò una festa alla quale invitò
gli abitanti degli insediamenti vicini, tra cui anche i sabini con le
mogli e i figli. Durante le celebrazioni, a un segnale convenuto i giovani
romani irruppero in mezzo alla folla e rapirono le fanciulle sabine non
ancora maritate. |
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| La nascita di Venere | ||||||||||||||||||||||||||||
Divinità
romana identificata con Afrodite, dea greca dell'amore e della fertilità.
Secondo uno dei più antichi poeti greci, Esiodo, Venere nacque
dalla spuma prodotta in acqua dai genitali recisi di Urano quando furono
gettati in mare. La dea, adagiata su una conchiglia, fu sospinta verso
riva da lievi brezze e sbarcò a Cipro. |
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| Federico di Montefeltro | ||||||||||||||||||||||||||||
Diventò
signore di Urbino nel 1444 alla età di ventidue anni e governò
ininterrottamente la città e le sue terre fino alla morte, avvenuta
nel 1482. In quel quarantennio avvenne qualcosa di irripetibile nella
storia dello stato urbinate: grazie alle ricchezze accumulate esercitando
il mestiere della guerra Federico costruì in Urbino una corte la
cui fama si propagò in tutta Europa ed avviò una mole sterminata
di lavori che coinvolsero tutti i paesi a lui soggetti. Per realizzare
i suoi progetti Federico chiamò alla sua corte numerosi artisti;
fra questi predilesse l'architetto Francesco di Giorgio Martini e il pittore
Piero della Francesca. |
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| Sacrificio di Isacco | ||||||||||||||||||||||||||||
Per
mettere alla prova Abramo, Iddio gli comandò di offrirgli il proprio
figlio Isacco in olocausto. Abramo si recò con Isacco sul luogo
del sacrificio portando fuoco e coltello mentre il fanciullo portava la
legna. Costruito un altare vi legò il figlio, prese il coltello
e lo alzò su di lui. Ma l'angelo del Signore fermò la sua
mano dicendo: "Ora so che temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio,
il tuo unico figlio". Abramo, alzando gli occhi, vide un montone
le cui corna erano rimaste impigliate in un cespuglio e lo sacrificò
in luogo del figlio. |
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| Storie di san Francesco | ||||||||||||||||||||||||||||
-
la Rinuncia agli averi nella lunetta in alto
della parete sinistra; |
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-
la Conferma della Regola nella lunetta opposta; |
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-
la Prova del fuoco davanti al Sultano subito
sotto alla scena precedente; |
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-
l'Apparizione nel capitolo di Arles sulla
parete di fronte; |
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-
i Funerali di San Francesco e l'accertamento
delle stimmate al di sotto della scena precedente; |
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-
l'Apparizione a frate Agostino e al vescovo di Assisi
sulla parete opposta a destra; |
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-
scena della Stigmatizzazione in alto, sopra
l'arco di ingresso della cappella, dalla parte esterna; |
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| Storie di San Silvestro | ||||||||||||||||||||||||||||
Papa dal 314 al 335 durante il regno di Costantino il Grande, l'imperatore
romano che pose fine alle persecuzioni dei cristiani riconoscendo ufficialmente
la loro religione. Secondo una leggenda popolare fu Silvestro a battezzare
l'imperatore. Si diceva che Costantino fosse malato di lebbra, una malattia
per la quale esisteva una sola cura: bagnarsi nel sangue di bambini innocenti.
Ma una notte gli apparvero in sogno i santi Pietro e Paolo che gli dissero
invece di convocare Silvestro; l'imperatore obbedì, venne battezzato
dal santo e il suo male fu sanato. |
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-
Costantino di fronte alle madri; |
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-
L'Apparizione dei santi Pietro e Paolo a Costantino; |
||||||||||||||||||||||||||||
-
San Silvestro sul monte Soratte; |
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-
Il Riconoscimento dell'icona e il battesimo di Costantino; |
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-
Il Miracolo del toro; |
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-
San Silvestro ammansisce il drago; |
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-
L'Avello maggiore e il Giudizio particolare; |
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-
L'Avello minore e il Compianto di Taddeo Gaddi. |
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| Storie di San Pietro | ||||||||||||||||||||||||||||
| In alto dalla parete di sinistra a quella di destra: | ||||||||||||||||||||||||||||
| - la Cacciata (Masaccio); | ||||||||||||||||||||||||||||
-
il Tributo (Masaccio): Venuti a Cafàrnao,
si avvicinarono a Pietro gli esattori della tassa per il tempio e gli
dissero:"Il vostro maestro non paga la tassa per il tempio?".
Rispose:"Sì". Mentre entrava in casa, Gesù lo
prevenne dicendo:"Che cosa ti pare, Simone? I re di questa terra
da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?".
Rispose: "Dagli estranei". E Gesù: "Quindi i figli
sono esenti. Ma perché non si scandalizzino, va' al mare, getta
l'amo e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai
una moneta d'argento. Prendila e consegnala a loro per me e per te".(Matteo
17, 24-27); |
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| - la Predica alle folle (Masolino): discorso fatto da Pietro dopo la Pentecoste (Atti 2, 14-36); | ||||||||||||||||||||||||||||
-
il Battesimo dei neofiti (Masaccio): All'udir
tutto questo (la Predica di cui sopra) si sentirono trafiggere il cuore
e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare,
fratelli?". E Pietro disse: "Pentitevi e ciascuno di voi si
faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei
vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti
è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono
lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro". Con molte
altre parole li scongiurava e li esortava: "Salvatevi da questa generazione
perversa". Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati
e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone. (Atti 2, 37-41); |
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-
la Guarigione dello zoppo e la Resurrezione
di Tabita (Masolino): Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio
per la preghiera verso le tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato
un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la
porta del tempio della "Bella" a chiedere l'elemosina a coloro
che entravano nel tempio. Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano
per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. Allora Pietro
fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda
verso di noi". Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere
qualche cosa. Ma Pietro gli disse: "Non possiedo né argento
né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo,
il Nazareno, cammina!". E, presolo per la mano destra, lo sollevò.
Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi
camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e
lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano
che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del
tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.(Atti
3, 1-10) - A Giaffa c'era una discepola chiamata Tabità, nome che
significa "Gazzella", la quale abbondava in opere buone e faceva
molte elemosine. Proprio in quei giorni si ammalò e morì.
La lavarono e la deposero in una stanza al piano superiore. E poiché
Lidda era vicina a Giaffa i discepoli, udito che Pietro si trovava là,
mandarono due uomini ad invitarlo: "Vieni subito da noi!". E
Pietro subito andò con loro. Appena arrivato lo condussero al piano
superiore e gli si fecero incontro tutte le vedove in pianto che gli mostravano
le tuniche e i mantelli che Gazzella confezionava quando era fra loro.
Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto
alla salma disse: "Tabità, alzati!". Ed essa aprì
gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere. Egli le diede la mano e la
fece alzare, poi chiamò i credenti e le vedove, e la presentò
loro viva. La cosa si riseppe in tutta Giaffa, e molti credettero nel
Signore. Pietro rimase a Giaffa parecchi giorni, presso un certo Simone
conciatore. (Atti 9, 36-43); |
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| - la Tentazione (Masolino). | ||||||||||||||||||||||||||||
| In basso dalla parete di sinistra a quella destra: | ||||||||||||||||||||||||||||
-
San Pietro visitato in carcere da San Paolo
(Filippino Lippi): narra la Leggenda Aurea, dalla quale è tratta
la scena, che Teofilo, prefetto di Antiochia aveva fatto imprigionare
san Pietro; questi sarebbe certamente rimasto in carcere se san Paolo,
che lo visitava nella sua prigione e si interessava a lui, non fosse andato
a dire a Teofilo che Pietro era capace di resuscitare i morti. Interessato,
Teofilo rispose a Paolo che avrebbe liberato il suo amico se gli avesse
resuscitato il figliolo, che era morto da quattordici anni; |
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-
la Resurrezione del figlio di Teofilo e San
Pietro in cattedra (Masaccio e Filippino Lippi): narra la Leggenda
Aurea che Pietro, una volta tratto fuori dal carcere, fu portato davanti
al sepolcro del giovane figlio del Prefetto di Antiochia, Teofilo, e con
l'intercessione di san Paolo subito resuscitò il giovane morto
da quattordici anni. Allora Teofilo, tutto il popolo di Antiochia e molti
altri credettero in Dio e innalzarono una magnifica chiesa e in mezzo
a essa eressero una cattedra perché vi assidesse Pietro onde da
tutti potesse essere visto e udito. Questi vi sedette per sette anni:
andò poi a Roma e per venticinque anni rimase assiso sulla cattedra
romana; |
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-
San Pietro che risana con l'ombra (Masaccio):
molti miracoli e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli.
Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; degli altri,
nessuno osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. Intanto andava
aumentando il numero degli uomini e delle donne che credevano nel Signore
fino al punto che portavano gli ammalati nelle piazze, ponendoli su lettucci
e giacigli, perché, quando Pietro passava, anche solo la sua ombra
coprisse qualcuno di loro. Anche la folla delle città vicine a
Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti
immondi e tutti venivano guariti. (Atti 5, 12-16); |
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-
la Distribuzione delle elemosine e la Morte
di Anania (Masaccio): la moltitudine di coloro che eran venuti
alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà
quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande
forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore
Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. Nessuno infatti
tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case
li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto
e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno
secondo il bisogno. (Atti 4, 32-35) Un uomo di nome Ananìa con
la moglie Saffìra vendette un suo podere e, tenuta per sé
una parte dell'importo d'accordo con la moglie, consegnò l'altra
parte deponendola ai piedi degli apostoli. Ma Pietro gli disse: "Ananìa,
perché mai satana si è così impossessato del tuo
cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte
del prezzo del terreno? Prima di venderlo, non era forse tua proprietà
e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione? Perché
hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Tu non hai mentito agli uomini,
ma a Dio!. All'udire queste parole, Ananìa cadde a terra e spirò.
E un timore grande prese tutti quelli che ascoltavano. Si alzarono allora
i più giovani e, avvoltolo in un lenzuolo, lo portarono fuori e
lo seppellirono. Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò
anche sua moglie, ignara dell'accaduto. Pietro le chiese: "Dimmi:
avete venduto il campo a tal prezzo?". Ed essa: "Sì,
a tanto". Allora Pietro le disse: "Perché vi siete accordati
per tentare lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro
che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te". D'improvviso
cadde ai piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la
trovarono morta e, portatala fuori, la seppellirono accanto al marito.
E un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in quanti venivano
a sapere queste cose. (Atti 5, 1-11); |
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| -
la Disputa con Simone Mago e la Crocifissione
di San Pietro (Filippino Lippi): Simone Mago era una figura di
incantatore, molto noto a Gerusalemme dove aveva un vasto seguito, che
offrì del denaro a Pietro in cambio dei segreti del suo potere.
Secondo la Legenda Aurea egli si recò a Roma dove conquistò
il favore di Nerone con le sue arti magiche e sfidò Pietro e Paolo
a varie dimostrazioni di abilità, ma non riuscì a resuscitare
i morti, ciò che invece essi fecero. Simon Mago, per rivalsa, si
gettò dalla cima di una torre in presenza dell'imperatore e prese
a volare sostenuto da alcuni demoni. Ma Pietro si inginocchiò e
pregò che i demoni lo lasciassero; allora il mago precipitò
al suolo e morì. La leggenda vuole che Pietro venisse per suo volere
crocifisso a testa in giù.; |
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-
San Pietro liberato dal carcere (Filippino
Lippi): in quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni
membri della Chiesa e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni.
Vedendo che questo era gradito ai Giudei, decise di arrestare anche Pietro.
Erano quelli i giorni degli azzimi. Fattolo catturare, lo gettò
in prigione, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro
soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo
la Pasqua. Pietro dunque era tenuto in prigione, mentre una preghiera
saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui. E in quella notte,
quando poi Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro piantonato
da due soldati e legato con due catene stava dormendo, mentre davanti
alla porta le sentinelle custodivano il carcere. Ed eccò gli si
presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella
cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e gli disse:
"Alzati, in fretta!". E le catene gli caddero dalle mani. E
l'angelo a lui: "Mettiti la cintura e legati i sandali". E così
fece. L'angelo disse: "Avvolgiti il mantello, e seguimi!". Pietro
uscì e prese a seguirlo, ma non si era ancora accorto che era realtà
ciò che stava succedendo per opera dell'angelo: credeva infatti
di avere una visione. (Atti 12, 1-9) |
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