Giovanni Acuto
Nel 1371 sulla scena italiana aveva fatto la sua comparsa una forza nuova, la famosa Compagnia Bianca composta da veterani della guerra dei Cento Anni. I membri della Compagnia Bianca e i loro "rampolli" furono sempre noti in Italia con la denominazione di "inglesi" perché in genere erano uomini che avevano preso parte alle guerre "inglesi" in Francia, ma non erano affatto tutti degli inglesi veri e propri. I metodi praticati dalla Compagnia, che le ottennero subito la superiorità nelle guerre italiane, erano quelli messi a punto dagli inglesi a Crecy e a Poitiers. Molti poi dei capi o ufficiali della Compagnia erano inglesi e tra questi Giovanni Acuto (John Hawkwood) e Andrew Belmont.
Nicolò da Tolentino
Nicolò Mauruzi, detto "il Tolentino", fu un famoso capitano di ventura del XV secolo. Ottenuto da Pandolfo Malatesta il castello della Stacciola presso il Metauro, fu successivamente al soldo di Francesco Maria Visconti, di Martino V e dei Fiorentini. Al servizio di questi ultimi espugnò Brescia e decise la battaglia di Maclodio (1427). Nominato nel 1431 capitano generale della Repubblica, fu mandato nel 1433 in Romagna a fronteggiare Francesco Sforza; nel 1434, catturato a Castelbolognese dalle truppe viscontee, fu intenzionalmente spinto in un burrone; morì l'anno dopo a Borgo Val di Taro in seguito alle ferite riportate. I Fiorentini ne onorano la memoria con il ritratto equestre commissionato ad Andrea del Castagno in Santa Maria del Fiore. Il suo cuore, che egli volle donare alla sua città natale, è conservato in una teca incorniciata da un nodo di Salomone, posta sulla parete sinistra accanto all'ingresso che dalla Chiesa immette nel Cappellone di San Nicola.
Battistero
Porta nord:
17- Salita al Calvario
18- Crocifissione
19- Resurrezione
20- Pentecoste
13- Orazione nell'orto
14- Cattura di Cristo
15- Flagellazione
16- Gesù dinanzi a Pilato
9- Trasfigurazione
10- Resurrezione di Lazzaro
11- Entrata di Gesù in Gerusalemme
12- Ultima cena
5- Battesimo
6- Tentazione
7- Cacciata dei mercanti dal tempio
8- Gesù che cammina sulle acque e salva Pietro
1- Annunciazione
2- Natività
3- Adorazione dei Magi
4- Disputa coi dottori
A- San Giovanni Evangelista
B- San Matteo
C- San Luca
D- San Marco
E- Sant'Ambrogio
F- San Gerolamo
G- San Gregorio
H- Sant'Agostino
Porta Est:
1- Adamo ed Eva 2- Caino e Abele
3- Noè 4- Abramo
5- Isacco e i suoi figli 6- Giuseppe
7- Mosè 8- Giosuè
9- Davide 10- Salomone e la Regina di Saba
Porta Sud:
1-Annuncio dell'Angelo a Zaccaria
2- Zaccaria che diviene muto
11- San Giovanni rimprovera Erode
12- Carcerazione di San Giovanni
3- Visitazione
4- Nascita del Battista
13- Visita dei discepoli
14- Visita dei discepoli a Gesù
5- Zaccaria che scrive il nome
6-San Giovanni fanciullo nel deserto
15- Danza di Salomè
16- Decollazione di San Giovanni Battista
7- Predica ai Farisei
8- Annuncio del Cristo
17- Presentazione della testa a Erode
18- Salomè porta la testa a Erodiade
9-Battesimo dei seguaci
10- Battesimo di Gesù
19- Trasporto della salma
20- Sepoltura
A- Speranza
B- Fede
C- Carità
D- Umiltà
E- Fortezza
F- Temperanza
G- Giustizia
H- Prudenza
Campanile, ciclo di formelle sul tema del Lavoro
Lato ovest:, prospiciente il Battistero:
Saturno
Giove
Marte
Sole
Venere
Mercurio
Luna
Creazione di Adamo
Creazione di Eva
Lavoro dei progenitori
Iabal
Pastorizia
Iubal
Musica
Tubalkàin
Metallurgia
Noè
Viticoltura
Lato sud, verso piazza della Signoria:
Fede
Carità
Speranza
Prudenza
Giustizia
Temperanza
Fortezza
Astronomia
Arte di edificare
Medicina
Equitazione
Arte della tessitura
Legislazione
Meccanica
Lato est, verso via dello Studio:
Astronomia
Musica
Geometria
Grammatica
Retorica
Logica
Aritmetica
Navigazione
Politica
Agricoltura
Teatro
(Pittura)spostata
(Scultura)spostata
Architettura
Lato nord, prospisciente il prospetto laterale della Cattedrale:
Battesimo
Penitenza
Matrimonio
Ordine
Cresima
Eucarestia
Estrema Unzione
Scultura(da lato est)
Pittura(da lato est)
Armonia
Grammatica
Dialettica
Poesia
Aritmetica
Prigioni
I quattro prigioni vennero scolpiti per la tomba di Giulio II in seguito al terzo contratto del 8 luglio 1516. Queste opere non vennero utilizzate e quindi furono lasciate nella bottega fino alla morte di Michelangelo quando furono regalati a Cosimo I tramite l'erede dello scultore; collocati a Boboli da dove vennero trasferiti al museo dell'accademia dove si trovano ora. I prigioni impersonano l'anima umana ridotta in schiavitù dalla materia del corpo.
David
Il pastorello divenuto re di Israele. Davide fu un bandito, un guerriero e un uomo di stato; fece di Israele un regno unito, conquistò Gerusalemme e la scelse come capitale; era citaredo e la tradizione lo ritiene l'autore dei Salmi.
Affreschi del Convento di San Marco
NEL PRIMO CHIOSTRO:
- Cristo crocifisso, con San Domenico;
- Cinque lunette: San Domenico, San Pietro Martire, San Tommaso, Cristo morto, Cristo pellegrino con due Domenicani.
NELLA SALA DEL CAPITOLO:
- grande Crocifissione con Santi: Cosma e Damiano, Lorenzo, Marco, Giovanni Battista, la Vergine con le Pie donne, Domenico, Zanobi, Gerolamo, Agostino, Francesco, Benedetto, Bernardo, Giovanni Gualberto, Romualdo, Pietro Martire e Tommaso. Nella cornice: busti di nove patriarchi, del pellicano simbolo di Cristo, della Sibilla Eritrea. Nella fascia in basso: diciassette Santi e Beati dell'Ordine domenicano.
AL PRIMO PIANO
Nei corridoi:
- L'Annunciazione;
- Cristo in croce con San Domenico;
- Madonna col Bambino e i Santi Domenico, Cosma, Damiano, Marco, Giovanni Evangelista, Tommaso d'Aquino, Lorenzo, Pietro Martire.
Celle del lato esterno dell'ala Est:
1- Noli Me Tangere;
2- Compianto su Cristo morto;
3- L'Annunciazione;
4- La Crocifissione;
5- La Natività;
6- La Trasfigurazione;
7- Cristo deriso con la Vergine e San Domenico;
8- Le Marie al Sepolcro;
9- L'Incoronazione della Vergine;
10- La Presentazione al tempio;
11- La Madonna col Bambino fra i Santi Agostino e Domenico.
Celle del lato interno dell'ala est:
23- Cristo crocifisso con la Vergine e San Tommaso;
24- Il Battesimo di Cristo;
25- Cristo crocifisso con la Vergine, la Maddalena e San Domenico;
26- Cristo alla colonna;
27- Cristo nel sepolcro;
28- Cristo portacroce;
29- Crocifissione con San Pietro martire;
30- Crocifissione con San Domenico.
Celle del lato interno dell'ala Sud:
15-22: otto Crocifissioni
Celle del lato interno dell'ala Nord:
31- Cristo al Limbo;
32- Il Sermone della montagna - Cristo tentato;
33- L'Ingresso a Gerusalemme - Il bacio di Giuda;
34- Cristo nell'Orto degli Ulivi;
35- L'Istituzione dell'Eucaristia;
36- Cristo inchiodato alla Croce;
37- Cristo crocifsso.
Celle del lato esterno dell'ala Nord:
38- Cristo in croce;
39- L'Adorazione dei Magi e tabernacolo con Cristo morto;
40-44- cinque diverse raffigurazioni di Cristo in croce.
Studiolo e Tesoretto di Francesco I
Francesco I: 1541 - 1587. Il tema fondamentale del programma iconografico dello studiolo di Francesco I, secondo Vincenzo Borghini, è quello del rapporto tra Arte e Natura illustrato al centro della volta affrescata nel riquadro con l'immagine di Prometeo che riceve dalla Natura una pietra preziosa. Accanto si distribuiscono le rappresentazioni dei quattro elementi, i quattro legami esistenti tra di loro, cioè le qualità, e i quattro temperamenti, anch'essi collegati con le decorazioni sottostanti. Le tavole dell'ordine superiore sono legate ad una illustrazione pratica di arti, mestieri, creazione o elaborazione di forme e oggetti nuovi derivati dai doni naturali provenienti dall'elemento sotto il cui segno sono disposti oppure esemplificazioni della ricerca di quei doni allo stato naturale. Gli ovali inferiori sono invece destinati alla rappresentazione di scene mitologiche o storiche in qualche modo legate al tema dominante e cioè alla predominanza naturale dell'elemento guida o all'azione esercitata sull'uomo da oggetti connessi. Diciotto tavole delle pareti fungono da sportelli di altrettanti armadietti, ove erano riposti gli oggetti che avevano un rapporto di richiamo mnemonico con i soggetti rappresentati.
Perseo
Eroe della mitologia greca; era figlio di Danae che lo aveva concepito quando Giove si era unito a lei in forma di pioggia d'oro. Delle sue gesta eroiche, le principali sono l'uccisione di medusa, e la liberazione della bella Andromeda che stava per cadere vittima di un mostro marino.
Ratto delle Sabine
Una nota leggenda sulle origini di Roma narra di come Romolo, fondatore della città, riuscì con uno stratagemma ad assicurare la futura crescita della popolazione. Organizzò una festa alla quale invitò gli abitanti degli insediamenti vicini, tra cui anche i sabini con le mogli e i figli. Durante le celebrazioni, a un segnale convenuto i giovani romani irruppero in mezzo alla folla e rapirono le fanciulle sabine non ancora maritate.
La nascita di Venere
Divinità romana identificata con Afrodite, dea greca dell'amore e della fertilità. Secondo uno dei più antichi poeti greci, Esiodo, Venere nacque dalla spuma prodotta in acqua dai genitali recisi di Urano quando furono gettati in mare. La dea, adagiata su una conchiglia, fu sospinta verso riva da lievi brezze e sbarcò a Cipro.
Federico di Montefeltro
Diventò signore di Urbino nel 1444 alla età di ventidue anni e governò ininterrottamente la città e le sue terre fino alla morte, avvenuta nel 1482. In quel quarantennio avvenne qualcosa di irripetibile nella storia dello stato urbinate: grazie alle ricchezze accumulate esercitando il mestiere della guerra Federico costruì in Urbino una corte la cui fama si propagò in tutta Europa ed avviò una mole sterminata di lavori che coinvolsero tutti i paesi a lui soggetti. Per realizzare i suoi progetti Federico chiamò alla sua corte numerosi artisti; fra questi predilesse l'architetto Francesco di Giorgio Martini e il pittore Piero della Francesca.
Sacrificio di Isacco
Per mettere alla prova Abramo, Iddio gli comandò di offrirgli il proprio figlio Isacco in olocausto. Abramo si recò con Isacco sul luogo del sacrificio portando fuoco e coltello mentre il fanciullo portava la legna. Costruito un altare vi legò il figlio, prese il coltello e lo alzò su di lui. Ma l'angelo del Signore fermò la sua mano dicendo: "Ora so che temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio". Abramo, alzando gli occhi, vide un montone le cui corna erano rimaste impigliate in un cespuglio e lo sacrificò in luogo del figlio.
Storie di san Francesco
- la Rinuncia agli averi nella lunetta in alto della parete sinistra;
- la Conferma della Regola nella lunetta opposta;
- la Prova del fuoco davanti al Sultano subito sotto alla scena precedente;
- l'Apparizione nel capitolo di Arles sulla parete di fronte;
- i Funerali di San Francesco e l'accertamento delle stimmate al di sotto della scena precedente;
- l'Apparizione a frate Agostino e al vescovo di Assisi sulla parete opposta a destra;
- scena della Stigmatizzazione in alto, sopra l'arco di ingresso della cappella, dalla parte esterna;
Storie di San Silvestro
Papa dal 314 al 335 durante il regno di Costantino il Grande, l'imperatore romano che pose fine alle persecuzioni dei cristiani riconoscendo ufficialmente la loro religione. Secondo una leggenda popolare fu Silvestro a battezzare l'imperatore. Si diceva che Costantino fosse malato di lebbra, una malattia per la quale esisteva una sola cura: bagnarsi nel sangue di bambini innocenti. Ma una notte gli apparvero in sogno i santi Pietro e Paolo che gli dissero invece di convocare Silvestro; l'imperatore obbedì, venne battezzato dal santo e il suo male fu sanato.
- Costantino di fronte alle madri;
- L'Apparizione dei santi Pietro e Paolo a Costantino;
- San Silvestro sul monte Soratte;
- Il Riconoscimento dell'icona e il battesimo di Costantino;
- Il Miracolo del toro;
- San Silvestro ammansisce il drago;
- L'Avello maggiore e il Giudizio particolare;
- L'Avello minore e il Compianto di Taddeo Gaddi.
Storie di San Pietro
In alto dalla parete di sinistra a quella di destra:
- la Cacciata (Masaccio);
- il Tributo (Masaccio): Venuti a Cafàrnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tassa per il tempio e gli dissero:"Il vostro maestro non paga la tassa per il tempio?". Rispose:"Sì". Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo:"Che cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?". Rispose: "Dagli estranei". E Gesù: "Quindi i figli sono esenti. Ma perché non si scandalizzino, va' al mare, getta l'amo e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala a loro per me e per te".(Matteo 17, 24-27);
- la Predica alle folle (Masolino): discorso fatto da Pietro dopo la Pentecoste (Atti 2, 14-36);
- il Battesimo dei neofiti (Masaccio): All'udir tutto questo (la Predica di cui sopra) si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?". E Pietro disse: "Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro". Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: "Salvatevi da questa generazione perversa". Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone. (Atti 2, 37-41);
- la Guarigione dello zoppo e la Resurrezione di Tabita (Masolino): Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio della "Bella" a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda verso di noi". Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. Ma Pietro gli disse: "Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!". E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.(Atti 3, 1-10) - A Giaffa c'era una discepola chiamata Tabità, nome che significa "Gazzella", la quale abbondava in opere buone e faceva molte elemosine. Proprio in quei giorni si ammalò e morì. La lavarono e la deposero in una stanza al piano superiore. E poiché Lidda era vicina a Giaffa i discepoli, udito che Pietro si trovava là, mandarono due uomini ad invitarlo: "Vieni subito da noi!". E Pietro subito andò con loro. Appena arrivato lo condussero al piano superiore e gli si fecero incontro tutte le vedove in pianto che gli mostravano le tuniche e i mantelli che Gazzella confezionava quando era fra loro. Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto alla salma disse: "Tabità, alzati!". Ed essa aprì gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere. Egli le diede la mano e la fece alzare, poi chiamò i credenti e le vedove, e la presentò loro viva. La cosa si riseppe in tutta Giaffa, e molti credettero nel Signore. Pietro rimase a Giaffa parecchi giorni, presso un certo Simone conciatore. (Atti 9, 36-43);
- la Tentazione (Masolino).
In basso dalla parete di sinistra a quella destra:
- San Pietro visitato in carcere da San Paolo (Filippino Lippi): narra la Leggenda Aurea, dalla quale è tratta la scena, che Teofilo, prefetto di Antiochia aveva fatto imprigionare san Pietro; questi sarebbe certamente rimasto in carcere se san Paolo, che lo visitava nella sua prigione e si interessava a lui, non fosse andato a dire a Teofilo che Pietro era capace di resuscitare i morti. Interessato, Teofilo rispose a Paolo che avrebbe liberato il suo amico se gli avesse resuscitato il figliolo, che era morto da quattordici anni;
- la Resurrezione del figlio di Teofilo e San Pietro in cattedra (Masaccio e Filippino Lippi): narra la Leggenda Aurea che Pietro, una volta tratto fuori dal carcere, fu portato davanti al sepolcro del giovane figlio del Prefetto di Antiochia, Teofilo, e con l'intercessione di san Paolo subito resuscitò il giovane morto da quattordici anni. Allora Teofilo, tutto il popolo di Antiochia e molti altri credettero in Dio e innalzarono una magnifica chiesa e in mezzo a essa eressero una cattedra perché vi assidesse Pietro onde da tutti potesse essere visto e udito. Questi vi sedette per sette anni: andò poi a Roma e per venticinque anni rimase assiso sulla cattedra romana;
- San Pietro che risana con l'ombra (Masaccio): molti miracoli e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; degli altri, nessuno osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. Intanto andava aumentando il numero degli uomini e delle donne che credevano nel Signore fino al punto che portavano gli ammalati nelle piazze, ponendoli su lettucci e giacigli, perché, quando Pietro passava, anche solo la sua ombra coprisse qualcuno di loro. Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi e tutti venivano guariti. (Atti 5, 12-16);
- la Distribuzione delle elemosine e la Morte di Anania (Masaccio): la moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno. (Atti 4, 32-35) Un uomo di nome Ananìa con la moglie Saffìra vendette un suo podere e, tenuta per sé una parte dell'importo d'accordo con la moglie, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli apostoli. Ma Pietro gli disse: "Ananìa, perché mai satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio!. All'udire queste parole, Ananìa cadde a terra e spirò. E un timore grande prese tutti quelli che ascoltavano. Si alzarono allora i più giovani e, avvoltolo in un lenzuolo, lo portarono fuori e lo seppellirono. Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò anche sua moglie, ignara dell'accaduto. Pietro le chiese: "Dimmi: avete venduto il campo a tal prezzo?". Ed essa: "Sì, a tanto". Allora Pietro le disse: "Perché vi siete accordati per tentare lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te". D'improvviso cadde ai piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la trovarono morta e, portatala fuori, la seppellirono accanto al marito. E un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in quanti venivano a sapere queste cose. (Atti 5, 1-11);
- la Disputa con Simone Mago e la Crocifissione di San Pietro (Filippino Lippi): Simone Mago era una figura di incantatore, molto noto a Gerusalemme dove aveva un vasto seguito, che offrì del denaro a Pietro in cambio dei segreti del suo potere. Secondo la Legenda Aurea egli si recò a Roma dove conquistò il favore di Nerone con le sue arti magiche e sfidò Pietro e Paolo a varie dimostrazioni di abilità, ma non riuscì a resuscitare i morti, ciò che invece essi fecero. Simon Mago, per rivalsa, si gettò dalla cima di una torre in presenza dell'imperatore e prese a volare sostenuto da alcuni demoni. Ma Pietro si inginocchiò e pregò che i demoni lo lasciassero; allora il mago precipitò al suolo e morì. La leggenda vuole che Pietro venisse per suo volere crocifisso a testa in giù.;
- San Pietro liberato dal carcere (Filippino Lippi): in quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che questo era gradito ai Giudei, decise di arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli azzimi. Fattolo catturare, lo gettò in prigione, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. Pietro dunque era tenuto in prigione, mentre una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui. E in quella notte, quando poi Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro piantonato da due soldati e legato con due catene stava dormendo, mentre davanti alla porta le sentinelle custodivano il carcere. Ed eccò gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e gli disse: "Alzati, in fretta!". E le catene gli caddero dalle mani. E l'angelo a lui: "Mettiti la cintura e legati i sandali". E così fece. L'angelo disse: "Avvolgiti il mantello, e seguimi!". Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si era ancora accorto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell'angelo: credeva infatti di avere una visione. (Atti 12, 1-9)
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