Pietà ("Compianto su Cristo morto")
Il termine « Compianto » si riferisce alla scena immediatamente successiva alla Deposizione dalla Croce, in cui una serie di figure piangono attorno al corpo di Cristo steso al suolo o sopra un blocco di pietra simile a un altare. Si tratta di un'immagine di carattere narrativo, mentre la Pietà rappresenta l'aspetto devozionale del tema e mostra la sola Vergine con il corpo di Cristo. Questo soggetto non ha riscontro nei Vangeli, ma è citato in un repertorio iconografico bizantino e nella letteratura mistica dei secoli XIII e XIV, come le Meditationes di Giovanni de' Cauli e le Revelationes di Santa Brigida di Svezia. Il capo di Gesù è sorretto o abbracciato dalla Vergine.
Cappella Sistina
VOLTA
Storie centrali (iniziando dalla parte del Giudizio Universale) tratte dalla Genesi: Storia della Crezione, dell'Uomo e del Male
- Separazione della luce dalle tenebre;
- Creazione degli astri;
- Separazione della terra dalle acque;
- Creazione di Adamo;
- Creazione di Eva;
- Peccato originale e cacciata dal paradiso terrestre;
- Sacrificio di Noé: (Genesi, 8, 20-22, 9, 1-17). In segno di ringraziamento allo scampato pericolo dopo il Diluvio Universale, Noé costruì un altare e celebrò un sacrificio. E Dio disse: « Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra».
- Diluvio Universale: (Genesi, 7, 8, 1-19). Dio si accorge che la terra è dominata dalla cattiveria degli uomini: di giorno in giorno il loro cuore si inasprisce e la terra è piena di violenza. Egli pensa: Voglio distruggere di sulla faccia della terra l'uomo che ho creato e tutta la mia creazione poiché sono pentito d'averli fatti. Solo Noé ebbe pietà da Dio, perché era un uomo giusto. Dio disse a Noé: la fine di ogni mortale è da me decisa; ed io sto per distruggere essi e la terra. Fatti un'arca. Trecento braccia, sarà la lunghezza dell'arca, cinquanta braccia la sua larghezza, e trenta braccia la sua altezza. La spalmerai di dentro e di fuori con la pece. Collocherai la porta dell'arca da un lato di essa, e la farai divisa in piani inferiori, secondi e terzi. Entrerai nell'arca, tu e con te i tuoi figli, tua moglie, e le mogli dei figli tuoi. Come pure d'ogni vivente, nell'arca per conservarli in vita, con te maschio e femmina. Tu poi prenditi da mangiare per te e per essi. Noé esegue gli ordini divini. Tutti entrano nell'arca e Dio chiude la porta. Inizia a piovere. Le acque crescono e si gonfiano. L'arca galleggia sui flutti che aumentano sempre più. Tutto quel che sta sulla terra muore. Non restano che Noé e quelli che son con lui sull'arca. Dopo 150 giorni di piena, le acque cominciano a ritirarsi. L'arca si posa sul monte Ararat. Noé libera una colomba per vedere se la terra è asciutta. La colomba ritorna con un rametto d'olivo nel becco. Qualche giorno dopo, la terra è asciutta. Noé esce dall'arca e tutta la sua famiglia dopo di lui. E gli animali seguono specie dopo specie.
- Ebbrezza di Noé: (Genesi, 9, 20-27). Noé coltivò la terra e piantò una vigna. Un giorno, avendo bevuto troppo vino, stordito dall'alcool si distese nudo nella sua tenda e fu visto da Cam (uno dei figli) che informò i fratelli. Sem e Iafet vennero con un mantello, si avvicinarono a Noé camminando a ritroso per non vedere la sua nudità, e stesero il mantello su di lui. « Quando Noé si fu risvegliato dall'ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore.» Allora maledì Canaan, figlio di Cam.
Riquadri laterali (iniziando dalla parte opposta del Giudizio Universale): veggenti (Profeti e Sibille). Sono identificati da una scritta nella targa sottostante e sono coloro che per primi intuirono la venuta del Redentore.
- Profeta Zaccaria;
- Profeta Gioele;
- Sibilla Eritrea;
- Profeta Ezechiele;
- Sibilla Persica;
- Profeta Geremia;
- Profeta Giona;
- Sibilla Libica;
- Profeta Daniele;
- Sibilla Cumana;
- Profeta Isaia;
- Sibilla Delfica;
Pennacchi: episodi della miracolosa salvazione del popolo di Israele
- Giuditta e Oloferne: (Apocrifi dell'Antico Testamento). Giuditta è un eroina della storia ebraica e simbolo della lotta del suo popolo contro gli antichi oppressori nel Vicino Oriente. Di solito è raffigurata mentre regge la testa recisa di Oloferne, il generale Assiro che ella decapitò con una spada. L'esercito degli assiri aveva assediato la città ebraica di Betulia. Quando la popolazione, non potendo più resistere, fu sul punto di arrendersi, Giuditta, una ricca e bella vedova, escogitò un piano per salvare la città. Si fece bella e si ornò in modo da rendersi molto attraente agli occhi degli uomini e si recò con la sua ancella al campo nemico. Fingendo di avere abbandonato il suo popolo riuscì ad avvicinare il capo delle forze nemiche, Oloferne, e gli propose un piano per fare cadere Betulia. Dopo che ella ebbe passato qualche giorno al campo, Oloferne si innamorò di lei e organizzò un banchetto al quale la invitò. Aveva progettato di sedurla, dopo il banchetto, quando fossero rimasti soli; ma a quel punto il generale era vinto dall'ebrezza. Si trattava di un'ottima occasione per Giuditta, che afferrò senza indugio la spada e con due colpi secchi gli recise la testa. L'ancella era pronta con un sacco che accolse il trofeo; poi le due donne, attraversando furtivamente il campo, tornarono in città prima che il loro gesto fosse scoperto. La notizia della morte di Oloferne gettò lo scompiglio tra gli assiri che fuggirono inseguiti dalle forze israeliti.
- David e Golia: Davide, il pastorello divenuto re di Israele. (I Samuele, 17, 38-57). L'esercito filisteo e quello israelita erano schierati uno contro l'altro. Golia di Gat, il campione dei filistei, era alto sei cubiti e un palmo, portava un elmo di bronzo, una corazza a piastre e schinieri bronzei sulle gambe; aveva inoltre una lancia la cui asta era grande quanto il subbio di un telaio. Davide non volle indossare l'armatura offertagli da Saul, e prese invece cinque sassi per la sua fionda riponendoli nel suo sacco o bisaccia. L'esito della tenzone fu presto stabilito. I due contendenti si avvicinarono scambiandosi parole di scherno; quindi Davide trasse un ciottolo dalla bisaccia, lo lanciò con la fionda e colpì Golia in fronte, abbattendolo. Poi, afferrata prontamente la spada del filisteo, gli mozzò il capo. Questo fu il segnale d'attacco per gli israeliti che sbaragliarono l'esercito nemico.
- Punizione di Aman;
- Serpente di bronzo: (Numeri, 21, 4-9) Il popolo di Israele, stanco della vita nel deserto, parlò contro Dio e contro Mosé. Dio allora lo punì mandando serpenti velenosi che con il loro morso fecero perire molta gente. Quando si furono pentiti, Mosé chiese consiglio a Dio su come liberarsi dai serpenti. Dio allora gli ordinò di costruire un serpente e di porlo in cima a un'asta; chiunque, morso da un serpente vero, avesse guardato questa effigie sarebbe guarito. Mosé fece dunque un serpente di bronzo e lo pose su un'asta in forma di «tau» (T) ed esso ebbe infatti un miracoloso effetto curativo.
Vele e lunette: gruppi di figure che rappresentano gli antenati di Cristo sui cui soggetti la critica non è concorde.
PARETE SUD ( a sinistra guardando il Giudizio Universale): Storie di Mosé, guida e legislatore del popolo ebraico, latore delle Tavole della Legge, fondatore delle istituzioni religiose e fratello di Aronne.
- Viaggio di Mosé in Egitto (congedo dal suocero Ietro, il ritorno in Egitto con la famiglia, la circoncisione del secondogenito);
- Alcuni fatti della vita di Mosé: uccisione dell'egiziano (Esodo, 2, 11-15. Gli ebrei vivevano in Egitto in stato di schiavitù. Un giorno Mosè vide un egiziano che picchiava un ebreo e, intervenuto nella zuffa, lo uccise. Seppellì il corpo sotto la sabbia, ma il fatto si venne a sapere e il faraone minacciò di morte Mosè. Egli perciò fuggì nel paese di Madian.), la lotta con i pastori per difendere le figlie di Ietro (Esodo, 2, 16-22. A Madian egli incontrò presso un pozzo le sette figlie di Ietro, sacerdote del luogo. Alcuni pastori cercarono di impedire loro di abbeverare il gregge del padre e vollero cacciarle. Ma Mosè prese le loro difese e abbeverò egli stesso il loro gregge. Fatta la loro conoscenza, Mosè fu ricevuto dal padre delle fanciulle e sposò una di esse, Sefora), la visione del roveto ardente (Esodo, 3, 1-10. Mentre Mosè pascolava il gregge di Ietro, giunse al monte Oreb, dove ebbe la visione di un roveto avvolto nelle fiamme, che non si consumava. Dio si rivolse a lui dal roveto dicendogli che era destinato a liberare gli ebrei dagli oppressori egiziani, e a condurli nella terra di Canaan « che stilla latte e miele »).
- Passaggio del Mar Rosso: (Esodo, 14, 19-31). Per guidare gli ebrei fuori dall'Egitto, all'inizio del loro viaggio verso la Terra Promessa, Dio segnò la strada con una colonna di nube di giorno e una di fuoco durante la notte. Quando seppe della loro partenza, il faraone si mise a inseguirli con un esercito dei migliori cavalieri e con tutti i carri. Mosè giunse al mar Rosso e stese la mano suscitando un forte vento che fece separare le acque; si creò così un passaggio asciutto dove gli ebrei poterono traversare il mare. Ma quando sopraggiunsero gli egiziani, Mosè fece rifluire le acque e l'esercito del faraone fu travolto. Gli ebrei, salvi sull'altra riva, intonarono lodi di ringraziamento e Maria, sorella di Mosè, con altre donne danzò di gioia suonando i timpani.
- Consegna delle tavole della Legge (salita di Mosé sul monte Sinai per ricevere le tavole della Legge, adorazione del vitello d'oro, la punizione degli ebrei idolatri e il ritorno del profeta con le nuove tavole della Legge). (Esodo, 19; 20M 32, 1-24; 37). Mosè salì sul monte Sinai e ricevette da Dio due tavole di pietra recanti i Dieci Comandamenti. Mentre era lontano, gli ebrei chiesero ad Aronne di dare loro degli idoli da adorare; perciò Aronne prese tutti i loro ornamenti d'oro e ricavò da essi un vitello d'oro che pose sull'altare. Al suo ritorno, Mosè, adirato per quell'atto di idolatria, spezzò le Tavole della Legge e distrusse il vitello d'oro. Più tardi tornò sul Sinai e ricevette nuove tavole da Dio.
- Punizione di Core, Datan e Abiram sacerdoti ebrei che negavano a Mosé e Aronne l'autorità civile e religiosa sul popolo eletto; essi furono per questo inghiottiti dalla terra e consumati da un fuoco invisibile insieme alle loro famiglie. (Numeri, 16, 1-35). Core, un levita, insieme a Datan e Abiram, contesta il diritto di Aronne di rivestire il ruolo di sommo sacerdote. Sfidati da Mosè a offrire incenso al Signore - azione rituale riservata ad Aronne e ai suoi - essi e i loro seguaci furono inghiottiti dalla terra apertasi sotto i loro piedi. Sono raffigurati accanto a un altare mentre precipitano in una voragine, gli incensieri scagliati in aria. Solo Aronne può continuare indisturbato la sua offerta di incenso. Completa l'immagine la figura di Mosè con la verga levata a scatenare il castigo.
- Testamento e morte di Mosé dopo essere giunto in vista della Terra Promessa. (Deuterenomio, 34). Mosè morì a Moab, quando ormai era in vista della Terra Promessa, della quale tuttavia non riuscì a varcare i confini. Il suo corpo è raffigurato disteso sulla cima di una collina, circondato da figure in lutto.
PARETE NORD (a destra guardando il Giudizio Universale): Storie di Cristo
- Battesimo;
- Tentazioni di Cristo e Purificazione del lebbroso;
- Vocazione dei primi apostoli Pietro e Andrea; mentre sullo sfondo è la chiamata di Giovanni e Giacomo;
- Discorso sulla montagna e la guarigione del lebbroso;
- Consegna delle chiavi vale a dire la trasmissione dei poteri da Cristo a Pietro, suo vicario, oltre ai due episodi del Pagamento del tributo e della Tentata lapidazione di Cristo;
- Ultima cena dove al di là della finestra sono rappresentati tre episodi della Passione: Orazione nell'orto, Cattura di Gesù, Crocifissione;
PARETE DI INGRESSO (quella opposta al Giudizio Universale): episodi conclusivi dei cicli di Mosé e di Cristo:
- La disputa del corpo di Mosé;
- La Risurrezione di Cristo;
GIUDIZIO UNIVERSALE:
La Seconda Venuta di Cristo quando, secondo la dottrina cristiana, i morti risorgeranno e con i vivi saranno giudicati e mandati in paradiso o all'inferno. Numerosi sono i riferimenti biblici a questo evento, ma il passo più autorevole è il discorso di Gesù ai discepoli, riferito da Matteo (25, 31-46): « Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capri.» Accanto a Cristo è la Vergine ed accanto alle due figure della Madre e del Figlio sono disposti i Santi e gli Eletti. Tra i Santi sono riconoscibili San Pietro con le due chiavi (Matteo, 16, 18-19. « Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa ... A te darò le chiavi del regno dei cieli»), San Lorenzo con la graticola (Martire di origine spagnola, morto a Roma nel 258. Venne ordinato diacono da Sisto II e subì il martirio poco dopo quello del pontefice stesso. Secondo la tradizione, quando il papa venne arrestato ordinò a Lorenzo di distribuire ai poveri i tesori della Chiesa, dei quali in quanto diacono era responsabile, che consistevano in denaro e preziosi oggetti liturgici. Non appena ciò fu compiuto, il prefetto romano ingiuse a Lorenzo di consegnargli quei tesori, al che il santo, indicando i poveri e i malati attorno a lui, disse: « Ecco i tesori della Chiesa ». Per questo fu condannato a morire sulla graticola.), San Bartolomeo con la propria pelle in cui si suole ravvisare l'autoritratto di Michelangelo (Nel Nuovo Testamento è menzionato il nome dell'apostolo ma nulla si dice delle sue azioni. La Legenda aurea, invece, riferisce di un suo viaggio apostolico in India e narra del suo martirio in Armenia, dove il santo fu scorticato vivo.), Santa Caterina d'Alessandria con la ruota dentata (Secondo la Legenda aurea fu di stirpe regale e diede prova di grande erudizione sin dalla giovinezza. Dopo essere divenuta regina si convertì al cristianesimo, ricevette il battesimo da un eremita e durante una visione si unì in nozze mistiche con Cristo. L'imperatore Massenzio, che all'epoca si trovava in Alessandria, volendo sedurla, tentò di far crollare la sua fede discutendo con lei. Ma fallì lo scopo; allora affidò il compito a cinquanta filosofi. I malcapitati uscirono dall'impresa convertiti al cristianesimo e furono immediatamente mandati al rogo da Massenzio privi del battesimo. Caterina li confortò nella loro ultima ora. Per lei l'imperatore escogitò uno strumento di tortura costituito da quattro ruote provviste di punte al quale fu legata, ma un fulmine dal cielo lo distrusse prima che potesse nuocerle. Allora venne decapitata.), San Sebastiano inginocchiato con le frecce in mano (Si riteneva che Sebastiano fosse stato un ufficiale della guardia pretoria sotto Diocleziano, nel III secolo. Si era segretamente convertito al cristianesimo, ma si tradì quando intervenne in sostegno di due suoi compagni, Marco e Marcellino, mandati a morte per aver fatto professione di fede. Fu condannato alla pena capitale e gli arcieri che lo giustiziarono lo abbandonarono sul posto credendolo morto. Ma le frecce non avevano leso alcun organo vitale e le sue ferite, benché gravi, non erano mortali Secondo la leggenda, fu curato da una vedova di nome Irene, quindi si ripresentò all'imperatore, rinnovando la sua professione di fede. Fu allora ucciso a bastonate e gettato nella cloaca massima, la principale fogna della Roma antica.). Nella fascia sottostante, al centro gli angeli dell'Apocalisse risvegliano i morti al suono delle lunghe trombe; a sinistra i risorti in ascesa verso il cielo recuperano i corpi (Resurrezione della carne), a destra angeli e demoni fanno a gara per precipitare i dannati all'inferno. Infine in basso Caronte (Nella mitologia greca il traghettatore che porta le anime al di là del fiume Stige, nell'Ade. E' raffigurato come un vecchio barbato e sudicio che spinge con un palo la sua barca sulla quale sono visibili una o più piccole figure, a volte alate. Altre anime attendono il loro turno sulla riva. Qui è chiaro al riferimento alla Divina Commedia di Dante, Inferno, III, 111.)a colpi di remo insieme ai demoni fa scendere i dannati dalla sua imbarcazione per condurli davanti al giudice infernale Minosse, con il corpo avvolto dalle spire del serpente (Giudice infernale che arrotola al proprio corpo la coda di serpente per indicare a quale cerchio dell'inferno il peccatore è destinato. Anche qui il riferimento è al personaggio dantesco, Inferno, 5,4-12). In alto, agli angoli dell'affresco ci sono due lunette con gruppi di angeli recanti in volo i simboli della Passione (a sinistra la Croce, i dadi e la corona di spine; a destra la colonna della Flagellazione, la scala e l'asta con la spugna imbevuta di aceto).
Scuola di Atene:
Entro una grandiosa architettura rinascimentale si muovono i più celebri filosofi dell'antichità, alcuni dei quali sono facilmente riconoscibili: al centro Platone (425 - 347 a.C.: il filosofo delle idee. Alla base del suo sistema vi è la concezione dualistica che segnerà profondamente i successivi sviluppi della filosofia occidentale: da una parte l'Iperuranio, il mondo delle idee perfette ed eterne, dall'altro l'universo fenomenico, pallida ombra e copia imperfetta di quello. Le idee sono valori verso i quali la realtà deve tendere finalisticamente. L'universo delle idee è infatti gerarchicamente ordinato dall'idea del bene.), che punta un dito verso l'alto e tiene in mano il suo libro Timeo, fiancheggiato da Aristotele (384 - 322 a.C.: il filosofo del motore immobile. Discepolo di Platone ma lontano dal suo pensiero filosofico. In metafisica Aristotele affermò l'esistenza di un essere divino, definito "motore immobile", che è causa dell'unità e del fine che si prefigge la natura. Questa entità è perfetta ed è perciò l'aspirazione di tutte le cose del mondo, poiché tutti gli enti desiderano essere partecipi alla perfezione.) con l'Etica; Pitagora (570 - 497 a.C.: il filosofo dei numeri. Infatti alla base di tutto poneva la matematica. Secondo Pitagora ed i suoi seguaci una cosa è ciò che è non per via di un qualche elemento costitutivo, ma perché ha una propria figura, una forma geometrica. Ogni forma geometrica è però, a sua volta, costituita di piani, i piani di linee e le linee di punti, unità: i numeri. Comprendere il reale significa allora ridurlo in quantità misurabili e numerabili.)è invece raffigurato in primo piano intento a spiegare sul libro il diatesseron; sdraiato sulle scale con la scodella è Diogene (413 - 324 a.C. Il fine dell'uomo è la conquista della virtù. Invito alla vita naturale e primitiva, al rifiuto delle convenzioni e dei valori tradizionali, disprezzo per le comodità, aspirazione alla libertà di parola e di azione fino all'indecenza), mentre appoggiato ad un blocco di marmo, intento a scrivere su un foglio, è il filosofo Eraclito (520 - 460 a.C.: il filosofo del divenire. Nella sua interpretazione bisogna fare una distinzione dicotomica tra la parola e la cosa: infatti, mentre la parla è rivelatrice e come tale rende manifesta la vertà, che è immodificabile e sempre uguale a sé stessa, la cosa è sempre in movimento, cambia incessantemente e nel suo variare nega in qualche modo l'idea stessa di identità. La coscienza di questa distinzione dicotomica separa gli uomini in due categorie ben differenziate, cioè svegli e dormienti.) Sulla destra sono visibili Euclide (365 - 300 a.C. E' il più grande matematico dell'antichità conosciuto soprattutto per il suo trattato di geometria, Gli Elementi.), che insegna geometria agli allievi, Zoroastro ( VI sec. a.C. Persiano che diffuse una corrente religiosa basata sull'opposizione tra uno spirito del bene e uno del male, che lottano per la conquista dell'universo.) con il globo celeste, Tolomeo (100 - 178 d.C. Astronomo e matematico, sviluppò un sistema planetario che rappresentò l'unico modello fino al XV secolo. Poneva la Terra immobile al centro dell'Universo ed intorno i pianeti, il sole e la luna su uno sfondo di stelle fisse.) con quello terrestre, e infine, all'estrema destra, nel personaggio con il berretto nero è l'autoritratto di Raffaello.
Vocazione di San Matteo (a sinistra dell'altare):
« Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: 'Seguimi'. Ed egli si alzò e lo seguì.» (Matteo, 9,9). Matteo è raffigurato seduto al suo banco, sul quale si scorge del denaro; i contribuenti vanno da lui. E' presente Cristo insieme a Pietro.
Il martirio di San Matteo:
Ssecondo la leggenda San Matteo fu decapitato;
San Matteo e l'Angelo:
Come Evangelista San Matteo ha come attributo una figura alata, simile ad un angelo, che talvolta appare in atto di dettare mentre Matteo scrive, come in questo caso. Egli reca un libro, penna e calamaio, attributi dello scrittore. Infatti secondo la tradizione Matteo fu l'autore del primo dei Vangeli che inizia con la genealogia di Cristo.
Crocefissione di San Pietro:
La leggenda vuole che Pietro venisse per suo volere crocifisso a testa in giù, sul Gianicolo, oppure in un'arena tra due metae , i pali o colonne confitti nel terreno alle due estremità del campo. La scena è stata rappresentata in entrambe le ambientazioni e coglie il momento in cui i soldati elevano la croce con sopra san Pietro in mezzo a testimoni e a volte in presenza di un gruppetto di donne, che richiamano le pie donne presenti alla crocifissione di Cristo.
Conversione di San Paolo:
(Atti, 9,1-9). E' il più famoso e il più rappresentato dei temi paolini. Mentre viaggiava verso Damasco, dove si recava per ottenere dalla sinagoga l'autorizzazione ad arrestare i cristiani, Paolo fu abbagliato da un fulgore improvviso apparso in cielo e venne gettato a terra da cavallo. La voce di Dio, udita anche dai soldati che erano al suo seguito, come risulta chiaro dalle figurazioni, gli disse: « Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» Fu condotto in città dove, come aveva annunciato la voce, gli avrebbero detto cosa fare.
Enea-Anchise-Ascanio:
Enea, principe troiano fuggito per mare con un gruppo di compagni dopo la distruzione di Troia da parte dei greci. Dopo molte avventure giunsero nel Lazio e vi si stabilirono, divenendo i leggendari antenati dei romani. La vicenda è narrata nell'Eneide di Virgilio. Nel corso del poema l'eroe è avversato dal fato, in balia delle diverse divinità che nutrono progetti contrastanti riguardo al suo futuro; ogni volta, però, egli è salvato dalla protezione di Giove, il padre degli dei. In questo modo Virgilio dimostrava che l'impero fondato dai romani si reggeva sulla volontà divina. Vari episodi del poema virgiliano sono stati raffigurati, come soggetti singoli, o riuniti in cicli. Uno dei più importanti è quello di Enea che trae in salvo il padre Anchise da Troia in fiamme (Eneide, II, 671-729). Enea fuggì dalla città portando il vecchio Anchise sulle spalle e accompagnato dal figlio Ascanio. La moglie, che era partita con loro, si perdette nell'oscurità.
Il Ratto di Proserpina:
(Metamorfosi, V, 385-424; Fasti, IV, 417-450). Un giorno Proserpina, figlia di Cerere, la dea delle messi, stava cogliendo fiori in un prato con le sue compagne, quando la vide Plutone, il dio degli inferi, che subito si infiammò d'amore per lei e la trascinò via sul suo carro. Egli fece in modo che la terra si spalancasse davanti a loro e Proserpina calò con lui nel mondo sotterraneo.
Apollo e Dafne:
Apollo, uno dei dodici dei dell'Olimpo. (Metamorfosi, I, 452 ss; Igino, 203). Quello per la ninfa Dafne, figlia del dio fluviale Peneo, è il primo e il più celebre degli amori di Apollo. Secondo Ovidio, quell'amore nacque a causa di un malumore di Cupido, che colpì Apollo con una freccia d'oro, cioè del tipo che provoca amore, e Dafne con una freccia di piombo, del tipo che mette in fuga l'amore. Il dio inseguì la fanciulla riluttante finché questa , esaurite le forze, pregò il padre di metterla in salvo. Le spuntarono allora rami dalle braccia e radici dai piedi ed ella fu tramutata in un albero di alloro. E' per lo più raffigurata mentre fugge con le braccia alzate che già si trasformano in rami.
Paolina Borghese:
1780 - 1825: sorella di Napoleone Bonaparte, gode ancora di buona fama per una serie di motivi, dalla sua leggendaria bellezza alla sua grande leggerezza sessuale, dalla sua vita capricciosa alla celebre statua che di lei fece il Canova. E naturalmente per aver appartenuto alla famiglia Bonaparte che nel primo decennio dell'Ottocento dominò mezza Europa.

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