| Pavimento |
NAVATE
LATERALI : le Sibille, sacerdotesse dotate di virtù profetiche
ispirate dal dio Apollo. La Chiesa occidentale, interpretandone i detti
come anticipazioni della storia cristiana, le riconobbe come profetesse
della venuta di Cristo, equivalenti pagane dei profeti dell'Antico Testamento. |
| Procedendo dalla porta di destra della facciata: |
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Sibilla Delfica: allude alla natura di Gesù
"Ipsum tuum cognosce Deum qui Fei Filius est" (Conosci lo stesso
tuo Dio che è figlio di Dio); |
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Sibilla Cumea: allude all resurrezione del
Cristo " Et mortis fatum fini et trium dierum somno suscepto tunc
a mortuis regressus in lucem veniet primum resurrectionis initium ostendens"
(E porrà fine al destino di morte dopo un sonno di tre giorni.
Allora tornato dal regno dei morti verrà alla luce mostrando per
la prima volta l'inizio della Resurrezione); |
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Sibilla Cumana, citata da Virgilio nell'Eneide,:
allude alla venuta di Gesù "Ultima Cumaei venit iam carminis
aetas Magnus ab integro saeclorum nascitur ordo iam redit et Virgo redeutn
Saturnia regna iam nova progeniens caelo dimittitur alto" (E' giunto
ormai l'ultimo tempo del carme cumano. Una grande serie di secoli nasce
da capo; ritorna anche la Vergine. Ritorna il regno di Saturno e una nuova
progenie scende dal cielo). La Sibilla Cumana è quella più
famosa. Lo stesso Apollo si invaghì di lei e le promise di esaudire
qualsiasi suo desiderio se si fosse concessa ai suoi volrei. La fanciulla
chiese di vivere tanti anni quanti i granelli di sabbia che riusciva a
tenere in mano, ma si dimenticò di aggiungere in continua giovinezza.
Quando Enea si recò a consultarla aveva già settecento anni
e ne sarebbe vissuta altri trecento; poi si sarebbe dissolta in polvere
e solo la voce sarebbe sopravvissuta in eterno. |
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Sibilla Eritrea, allude alla nascita di Gesù
"De excelso caelorum habitaculo prospexit dominus humiles suo et
nascetur in diebus novissimis de virgine hebraea in cunabulis terrae"
(Dall'eccelsa dimora celeste il Signore volse lo sguardo sui suoi miseri;
nascerà in ultimissimi tempi da una vergine ebrea nella culla della
terra); |
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Sibilla Persica, allude al miracolo dei pani
e dei pesci " Panibus solum quinque et piscibus duobus hominum milia
in foeno quinque satiabit reliquias tollens XII cophinos implebit in spem
multorum" (Con cinque pani soltanto e due pesci sazierà sull'erba
cinquemila uomini e con gli avanzi riempirà dodici ceste per la
speranza di molti); |
Passando
alla navata sinistra, davanti al portale: |
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Sibilla Libica, allude alla flagellazione
di Cristo "Colaphos accipiens tacebit dabit in verbera innocens dorsum"
(Ricevendo pugni tacerà. Esporrà ai colpi il dorso innocente)
" In manus iniquas veniet. Dabunt deo alapas manibus incestis. Miserabilis
et ignominiosus miserabilibus spem praebebit" (Verrà in mani
inique. Daranno a Dio schiaffi con mani impure. Miserabile e ignominioso
offrirà la speranza ai miserabili); |
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Sibilla Ellespontica, allude ai momenti finali
della passione di Gesù e alla sua morte in croce " In cibum
fel in sitim acetum dederunt. Hanc in hospitalitatis monstrabunt mensam.
Templi vero scindetur velum et medio die nox erit tenebrosa tribus horis"
(Gli dettero come cibo fiele e come bevanda aceto. Questo inospitale pasto
gli offriranno. Il velo del tempio si scinderà e in pieno giorno
ci sarà notte tenebrosa per tre ore); |
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Sibilla Frigia, allude all'unità della
divinità e al giudizio universale "Solus deus sum et non est
deus alius" (Io sono l'unico Dio e non ce n'è un altro) "Tuba
de caelo vocem luctuosam emittet. Tartareum chaos ostendet dehiscens terra,
venient ad tribunal dei reges. Omnes deus ipse iudicans pios simul et
impios tunc demum impios in ignem et tenebras mittet. Qui autem pietatem
tenent iterum vivent" (Una tromba dal cielo emetterà un suono
luttuoso. La terra aprendosi mostrerà il Tartaro. Verranno al tribunale
di Dio tutti i re. Dio stesso giudice sia dei pii che degli empi allora
manderà gli empi nel fuoco e nelle tenebre. Coloro invece che saranno
rimasti pii vivranno una seconda volta); |
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Sibilla Samia, rappresentata per la sua terra
d'origine, l'Africa, con la pelle scura, allude allo scetticismo degli
ebrei nel riconoscere Cristo " Tu enim stulta iudea deum tuum non
cognovisti lucentem mortalium mentibus sed et spinis coronasti horridumque
fel miscuisti" (Tu stolta Giudea non riconoscesti il tuo Dio che
effondeva la sua luce sulle menti dei mortali, ma lo coronasti di spine
e gli mescesti un orrido fiele); |
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Sibilla Albumea, allude alla nascita di Gesù
" Nascetur christus in bethlehem. Annunciabitur in nazareth regnante
tauro pacifico fundatore quietis. O felix mater cuius ubera illum lactabunt"
(Nascerà Cristo a Betlemme. Se ne darà l'annuncio a Nazareth
durante il regno del toro pacifico fondatore della pace. O felice quella
madre il cui seno lo allatterà) |
NAVATA
CENTRALE, procedendo dal portale: la sapienza è il primo supporto
della rivelazione ma il passaggio alla Rivelazione ha necessità
di una dimensione temporale e spaziale. L'area centrale infatti è
dedicata alle raffigurazioni che rappresentano il territorio e alla rappresentazione
del potere temporale sottoposto alle umane vicende e alla superiorità
della Sapienza su di esso: |
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"Castissimum Virginis Templum caste memento ingredi" (Ricordati
di entrate con mente pura nel purissimo tempio della Vergine) |
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Ermete Trismegisto, sapiente egiziano, allude
alla nascita del Figlio dal Padre " Deus omnium creator secum deum
fecit visibilem et hunc fecit primum et solum quo oblectatus est et valde
amavit proprium filium qui appellatur sanctum verbum" (Dio creatore
di tutte le cose creò un secondo Dio visibile e lo creò
primo e unico; in lui si compiacque e amò molto il proprio figlio
che è chiamato il Santo Verbo); |
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Lupa senese coi gemelli Senio e Aschio (secondo
la leggenda Aschio e Senio, figli di Remo, fuggendo da Roma per evitare
le ire dello zio Romolo, portarono con sé -trafugata dal tempio
di Apollo- la lupa con i gemelli (Romolo e Remo appunto) che era già
diventata il simbolo della città eterna. Da due nubi di fumo -una
bianca e una nera- sorte dalle are di un sacrificio a Diana, i fondatori
di Siena avrebbero poi tratto i colori della nuova città: il bianco
e nero che troviamo nella 'balzana', lo stemma di Siena.) e attorno i
Simboli delle città alleate; |
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Raffigurazione decorativa esemplata su un rosone da cattedrale al centro
del quale campeggia l'aquila imperiale, simbolo
di continuità con Roma; |
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Allegoria del Colle della Sapienza, il riquadro
è dominato dalla mole del colle, a cui una varia folla di savi
è giunta condottavi dalla Fortuna, la cui figura ignuda, che regge
una vela gonfiata dal vento sopra la testa, e con l'altra mano una cornucopia,
posa con un piede sopra una sfera e coll'altro sopra la barca che ha recato
all'isola i savi, con l'albero spezzato. Sul colle rupestre si snoda un
sentiero, costellato di sassi, di serpi e di piante, su cui salgono i
personaggi per giungere alla vetta, dove siede la Sapienza, con una palma
e un libro nelle mani. Ai suoi lati sono Socrtae, a cui è destinata
la palma, e Cratete (cui vien dato il libro), che vuota in mare un canestro
colmo di oggetti preziosi, simbolo dell'illusorietà delle ricchezze.
Tutt'attorno è un mare tempestoso. "Huc properate viri: salebrosum
scandite monmtem Pulchra laboris erunt premia palma quies" (Il compenso
per il saggio che ha raggiunto la virtù sarà dunque la serenità). |
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Ruota con la figura di un Re al sommo e tre
figure umane alle estremità: una in discesa, una all'estremità
inferiore, una in ascesa, così da caratterizzare figuralmente il
motto che non è presente, ma che si riferisce all'acquisizione
e alla perdita del potere:"Regno, regnavi, sum sine regno, regnabo".
Agli spigoli del riquadro sono rappresentati quattro filosofi dell'antichità,
Epitteto, Aristotele, Euripide e Seneca, che in ciascuno dei rotoli che
tengono in mano, alludono alla fortuna. |
BRACCIO
SINISTRO DELLA CROCIERA, storie del mondo
ebraico già toccato dalla rivelazione: |
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Cacciata di Erode: "In Regione Camalitidia
Herodes ab Areta Socero superatur. A quibusdam autem Judeorum videbatur
ideo perisse Herodis Esercitum, quod in eum satis iuste indignatio divina
commota sit pro vindicta Joannis, qui vocabatur Baptista; hunc enim Herodes
occidit Virum valde bonum, qui praecipiebat Judeis Virtuti operam dare,
Justitiam colere, in Deum servare pietatem, et per Baptismum in unum coire.
Tum demum enim Baptismum acceptabile fore, si non solum ad abluenda peccata
sumatur, verum, etiam ad Castimoniam corporis, ad anime Justitiam, Purificationemque,
servetur, omniumque pariter Virtutum velut signaculum, et custodia quedam
fidelis habeatur. Cumque ab eo precepta huiusmodi docerentur, atque ad
audiendum eum quamplurima multitudo concurreret, veritus Herodes, ne forte
doctrinae ejus persuasione Populi a suo Regno discederent, videbat enim,
quod preceptis ejus, ac monitis parata esset Plebs in omnibus obedire,
melius credit, priusquam novi aliquid fieret prevenire Hominem noce, quam
postmodum turbatis rebus seram penitudinem gerere. Ex sola igitur suspicione
Herodis vinctus in Castellum Macheronta ducitur Joannes Baptista, ibique
truncatur." |
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Strage degli innocenti, (Matteo, 2, 16) All'epoca
della nascita di Gesù, Erode il Grande, venuto a conoscenza della
nascita di un fanciullo che era destinato a divenire "re dei Giudei"
e temendo quindi che il suo potere potesse essere usurpato, ordinò
lo sterminio dei fanciulli di Betlemme e della regione circostante. Ma
la Sacra Famiglia, grazie al preavvertimento dell'angelo si era già
messa al sicuro. La scena si svolge generalmente nel cortile del palazzo
di Erode; i soldati con le spade sguainate strappano i bambini dalle braccia
delle madri atterrite che invano tentano di ribellarsi, mentre il suolo
è coperto di piccoli cadaveri. Erode assiste alla scena da un balcone,
o seduto in trono. |
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Storia di Giuditta, (Apocrifi
dell'Antico Testamento). Giuditta è un eroina della storia ebraica
e simbolo della lotta del suo popolo contro gli antichi oppressori nel
Vicino Oriente. Di solito è raffigurata mentre regge la testa recisa
di Oloferne, il generale Assiro che ella decapitò con una spada.
L'esercito degli assiri aveva assediato la città ebraica di Betulia.
Quando la popolazione, non potendo più resistere, fu sul punto
di arrendersi, Giuditta, una ricca e bella vedova, escogitò un
piano per salvare la città. Si fece bella e si ornò in modo
da rendersi molto attraente agli occhi degli uomini e si recò con
la sua ancella al campo nemico. Fingendo di avere abbandonato il suo popolo
riuscì ad avvicinare il capo delle forze nemiche, Oloferne, e gli
propose un piano per fare cadere Betulia. Dopo che ella ebbe passato qualche
giorno al campo, Oloferne si innamorò di lei e organizzò
un banchetto al quale la invitò. Aveva progettato di sedurla, dopo
il banchetto, quando fossero rimasti soli; ma a quel punto il generale
era vinto dall'ebrezza. Si trattava di un'ottima occasione per Giuditta,
che afferrò senza indugio la spada e con due colpi secchi gli recise
la testa. L'ancella era pronta con un sacco che accolse il trofeo; poi
le due donne, attraversando furtivamente il campo, tornarono in città
prima che il loro gesto fosse scoperto. La notizia della morte di Oloferne
gettò lo scompiglio tra gli assiri che fuggirono inseguiti dalle
forze israeliti. |
BRACCIO
DESTRO DELLA CROCIERA, soggetti misti: |
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Figure allegoriche della Religione e delle
Virtù teologali; |
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Storie di Iefte (Giudici 11, 29-39) "Allora
lo spirito del Signore venne su Iefte ed egli attraversò Gàlaad
e Manàsse, passò a Mizpa di Gàlaad e da Mizpa di
Gàlaad raggiunse gli Ammoniti. Iefte fece voto al Signore e disse.'Se
tu mi metti nelle mani gli Ammoniti, la persona che uscirà per
prima dalle porte di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò
vittorioso dagli Ammoniti, sarà per il Signore e io l'offrirò
in olocausto'. Quindi Iefte raggiunse gli Ammonniti per combatterli e
il Signore glieli mise nelle mani. Egli li sconfisse da Aroer fin verso
Minnit, prendendo loro venti città, e fino ad Abel-Cheramin. Così
gli Ammoniti furono umiliati davanti agli Israeliti. Poi Iefte tornò
a Mizpa, verso casa sua; ed ecco uscirgli incontro la figlia, con timpani
e danze. Era l'unica figlia: non aveva altri figli, né altre figlie.
Appena la vide, si stracciò le vesti e disse: 'Figlia mia, tu mi
hai rovinato! Anche tu sei con quelli che mi hanno reso infelice! Io ho
dato la mia parola al Signore e non posso ritirarmi'. Essa gli disse:
'Padre mio, se hai dato parola al Signore, fa' di me secondo quanto è
uscito dalla tua bocca, perché il Signore ti ha concesso vendetta
sugli Ammoniti, tuoi nemici'. Poi disse al padre:'Mi sia concesso questo:
lasciami libera per due mesi, perché io vada errando per i monti
a piangere la mia verginità con le mie compagne'. Egli le rispose:'Va!',
e la lasciò andare per due mesi. Essa se ne andò con le
compagne e pianse sui monti la sua verginità. Alla fine dei due
mesi tornò dal padre ed egli fece di lei quello che aveva promesso
con voto. |
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L'imperatore Sigismondo con i suoi ministri,
l'imperatore, che era venuto a Siena nel 1431 e che i senesi speravano
che prendesse la loro parte nella guerra contro Firenze, è seduto
in trono sotto un'edicola. Sotto sei figure, tra dignitari civili e militari; |
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Morte di Assalonne (II Samuele, 13-19) Assalonne
figlio di Davide, aveva una sorella chiamata Tamar che subì violenza
da Amnon, anch'egli figlio di Davide. Il re non volle punire il proprio
figlio e Assalonne per due anni meditò in segreto di vendicare
la sorella. Finalmente, un giorno invitò Amnon alla tosatura delle
pecore e lo fece assassinare mentre banchettava nella sua tenda. Mentre
Davide era in lutto per la morte del figlio, Assalonne si rifugiò
presso un'altra tribù. Il re soffriva anche per Assalonne, che
amava, e col tempo essi si riconciliarono. Tuttavia Assalonne era deciso
a usurpare il trono del padre e radunò un esercito tra le diverse
tribù, preparando una ribellione. Fu sconfitto dalle forze di Davide
e andò incontro a una tragica fine: mentre passava a dorso di mulo
sotto una quercia, i suoi capelli rimasero impigliati tra i rami; il mulo
proseguì e Assalonne rimase appeso all'albero, facile bersaglio
per i soldati di Davide. Il re pianse a lungo la morte del figlio. |
| ESAGONO SOTTO LA CUPOLA: storie del profeta Elia. (I Re, 16, 17,18) |
Intorno
all'870 a.C. il regno d'Israele piomba nell'idolatria. Il re Achàv,
sotto l'influenza della sposa Isével, figlia del re pagano di Tiro,
favorisce il culto di Baal e di Astarte. Il suo atteggiamento provoca
la collera del profeta Elia: Com'è vivo il Signore, Dio d'Israele,
davanti al quale io sto, non vi sarà in questi anni né rugiada
né pioggia, se non dietro un mio detto. Dio gli parla:
Parti di qui volgendoti ad Oriente, e ti terrai nascosto presso il torrente
di Kerìt, che è dinanzi al Giordano. Qui berrai dal torrente,
ed io ho ordinato ai corvi di portarti qui alimento. In difesa della
Legge Elia ha dunque il potere di dominare le forze della natura, per
punire l'empietà del re. E come più tardi Giovanni Battista,
vivrà a lungo nel deserto coperto di pelli. La Bibbia lo presenta
come un sommo profeta, cui vien dato il privilegio di salire al cielo
alla fne della vita, alla presenza del suo compagno e discepolo Eliseo:
E mentre essi andavano e continuavano a parlare, ecco un carro e cavalli
di fuoco li separararono, ed Elia si sollevò in mezzo a un turbine
nel cielo. Allo scadere dei tre anni di carestia, Dio si rivolge
ad Elia: Va, mostrati ad Achàv, e darò pioggia sulla
faccia della terra. Non appena Acàv vede Elia, gli dice: Sei
proprio tu quel conturbatore d'Israele? E quello: Non io ho conturbato
Israele, ma tu e la tua famiglia, abbandonando i precetti del Signore,
e andando dietro agli idoli. Ora manda a radunare presso di me tutto Israele
al monte Carmelo, come pure i quattrocento e cinquanta profeti di Baal
e i quattrocento profeti dell'Asheràh che mangiano alla tavola
di Isével. Elia chiede che gli si portino due torelli. I profeti
di Baal ne sceglieranno uno e lo prepareranno per il sacrificio, ma non
dovranno dare fuoco alla legna preparata sull'altare. Lui farà
altrettanto con l'altro toro. Essi invocheranno i loro dei, mentre lui
invocherà l Signore. Il Dio che risponderà accendendo il
rogo, quello sarà il vero Dio. Elia propone ai profeti di Baal
di cominciare. Per tutto il mattino danzano e invocano i loro dei. Nessuna
risposta. A mezzogiorno Elia dice ironicamente: Chiamate ad alta voce,
poiché è un Dio; egli deve trovarsi a colloquio o in ritiro
o per viaggio; forse dorme e si sveglierà. Ed essi invocarono ad
alta voce, e si fecero dei tagli, secondo il loro costume,colle spada
e colle lance, sino a che versavano sangue. Ma non v'era voce, non v'era
chi rispondesse. A sua volta Elia prepara un altare e vi dispone
un toro. E prega così: Signore, Dio di Abramo, d'Isacco e d'Israele,
fa sì che oggi si renda notorio che tu sei Dio, ed io sono tuo
servo e che per tuo comando ho fatto tutte queste cose. Rispondimi, Signore,
e conosca questo popolo che tu sei il vero Dio. Altrimenti sei tu stesso
cagione che il loro cuore si volga indietro. All'improvviso il fuoco
s'accende e consuma la vittima. Tutti si prosternano gridando: Il
Signore è il vero Dio, il Signore!. Achàv abita in
un bel palazzo ad Izreèl. Egli vorrebbe estendere la sua proprietà
su una vigna lì vicino. Ma Navòt, a cui appartiene la vigna,
non gliela vuol cedere neppure in cambio di una migliore, né per
un buon prezzo. Navòt non vuole separarsi da un bene che è
stato dei suoi antenati. Il re è contrariato. Rientra a palazzo
cupo e irritato, si stende sul letto e rifiuta qualsiasi cibo. La moglie
Isével lo consola e gli promette la vigna di Navòt. La regina
scrive, a nome del re, ai capi della città alcune lettere in cui
chiede che venga intentato un processo contro Navòt: che trovino
due falsi testimoni, che lo accusino di aver maledetto Dio ed il re, e
che quindi lo condannino alla lapidazione. I capi eseguono gli ordini
della regina. Navòt è accusato, condannato e lapidato. Isével
dà ad Acàv la notizia della morte di Navòt: ora può
entrare in possesso della vigna. Ma nella vigna Achàv incontra
Elia: Così disse il Signore: Tu ammazzi e poi vai a ereditare?
Là dove i cani lambiranno il sangue di Navòt, pure il tuo
sangue sarà lambito dai cani. Tre anni dopo Achàv viene
ferito a morte in battaglia. Il suo sangue cola sul carro da guerra. Quando,
giunti a Izrél, il carro viene lavato, i cani lambiscono il sangue
del re. Qualche anno più tardi la sinistra Isével viene
lanciata giù dalla finestra del palazzo di Ozreél, quando
Jehù, vecchio generale di Achàv, prende il potere. |
Losanga
lato destro: |
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Elia nutrito da un corvo nel deserto: (I
Re, 17, 2-6) Durante una prolungata siccità, Elia andò a
vivere accanto al torrente Cherit che non si era prosciugato; i corvi
gli portavano pane e carne al mattino e alla sera, nutrendolo. |
Losanga
in basso a destra: |
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Elia incontra la vedova nel bosco (I Re,
17, 7-16) Con il tempo però il ruscello si prosciugò ed
Elia andò nella città di Sarepta, dove incontrò una
vedova che raccoglieva legna e che gli diede da bere e da mangiare. |
Losanga
in basso a sinistra: |
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Elia resuscita il figlio della vedova (I
Re, 17, 17-23) Il figlio della vedova si ammalò gravemente, tanto
che rimase senza respiro; allora Elia lo portò di sopra e si distese
tre volte sul bambino invocando il Signore. In questo modo resuscitò
e guarì il fanciullo. |
Losanga
in alto a sinistra: |
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Elia ordina ad Abdia di recargli Acab (I
Re 18, 1-15 |
Losanga
in alto a destra: |
-
Abdia reca ad Acab il messaggio di Elia |
Esagono
centrale: |
-
Il patto tra Elia e Acab |
Esagono
superiore sinistro: |
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Il sacrificio dei sacerdoti di Baal |
Esagono
in alto: |
-
Il sacrificio di Elia |
Esagono
superiore destro: |
-
Uccisione dei profeti di Baal:
il popolo che vede l'inanità degli sforzi dei sacerdoti di far
accettare dal proprio Dio le offerte si rivolta contro di loro sterminandoli. |
Esagono
inferiore destro: |
-
Elia predice la morte di Acab |
Esagono
inferiore sinistro: |
-
Acab mortalmente ferito in battaglia |
Losanga
a sinistra: |
-
Elia unge Iehu Re d'Israele |
Esagono
in basso: |
-
Elia rapito in cielo col carro di fuoco |
| IL PRESBITERIO: |
-
Mosè fa scaturire l'acqua dalla rupe di Horeb,
(Esodo, 17, 7-11; Numeri, 20, 1-13). Gli ebrei nel deserto si lamentavano
per la sete e dunque Mosè chiese aiuto a Dio. Qusti gli disse di
prendere la sua verga e percuotere una roccia dalla quale sarebbe sgorgata
l'acqua. Così fece Mosè e il popolo potè dissetarsi
e abbeverare le greggi; |
-
Storie di Mosè sul Sinai:
(Esodo, 19; 20; 32, 1-24; 37). Mosè salì sul monte Sinai
e ricevette da Dio due tavole di pietra recanti i Dieci Comandamenti.
Mentre era lontano, gli ebrei chiesero ad Aronne, fratello di Mosè,
di dare loro degli idoli da adorare; perciò Aronne prese tutti
i loro ornamenti d'oro e ricavò da essi un vitello d'oro che pose
sull'altare. Al suo ritorno, Mosè, adirato per quell'atto di idolatria,
spezzò le Tavole della Legge e distrusse il vitello d'oro. Più
tardi tornò sul Sinai e ricevette nuove tavole da Dio. |
-
Salomone: figlio di Davide
e Betsabea. E' proverbiale la sua saggezza. Durante il suo regno venne
edificato il famoso tempio di Gerusalemme. |
| - Giosuè che vince gli amorrei: |
| - Giosuè, successore di Mosè. |
-
Davide fromboliere:
Davide,
il pastorello divenuto re di Israele. (I Samuele, 17, 38-57). L'esercito
filisteo e quello israelita erano schierati uno contro l'altro. Golia
di Gat, il campione dei filistei, era alto sei cubiti e un palmo, portava
un elmo di bronzo, una corazza a piastre e schinieri bronzei sulle gambe;
aveva inoltre una lancia la cui asta era grande quanto il subbio di un
telaio. Davide non volle indossare l'armatura offertagli da Saul, e prese
invece cinque sassi per la sua fionda riponendoli nel suo sacco o bisaccia.
L'esito della tenzone fu presto stabilito. I due contendenti si avvicinarono
scambiandosi parole di scherno; quindi Davide trasse un ciottolo dalla
bisaccia, lo lanciò con la fionda e colpì Golia in fronte,
abbattendolo. Poi, afferrata prontamente la spada del filisteo, gli mozzò
il capo. Questo fu il segnale d'attacco per gli israeliti che sbaragliarono
l'esercito nemico. |
-
Davide salmista: Davide era
citaredo e la tradizione lo ritiebne l'autore dei Salmi. |
| - Golia colpito |
| - Mosè |
-
Sansone stermina
i filistei con una mascella d'asino: Sansone è uno dei giudici
d'Israele nell'Antico Testamento. Dalle Scritture la sua figura emerge
come quella di un avventuriero fanfarone, dotato di grande forza fisica,
che cede facilmente alle lusinghe femminili. (Giudici, 15,14-19) La sua
forza è colossale: provocato dai filistei, Sansone afferrò
una mascella d'asino e ne uccise mille. |
-
Giuda Maccabeo: Nel 167 a.C.
la Giudea è sotto la dominazione siriana del re Antioco. Egli nutre
un odio feroce per la fede giudaica e decide di sopprimerla. Inizia la
persecuzione attaccando le pratiche che i giudei giudicano essenziali:
vieta il sabato e la circoncisione, ordina di mangiare maiale, animale
impuro, e di offrire sacrifici agli dei greci. Antioco profana inoltre
il Tempio di Dio. Vi installa una statua di Zeus, e ne fa un luogo di
vizi e orge. Un certo numero di Giudei abbandona la propria fede e si
sottomette ai suoi ordini. Altri preferiscono morire martiri piuttosto
che rinnegare il Dio dell'Alleanza. Altri infine prendono le armi al seguito
di Giuda Maccabeo e dei suoi fratelli. Nel 164 Giuda e i suoi uomini liberano
Gerusalemme e il Tempio, che restituiscono al culto di Dio. Ma non è
una vera vittoria. Durante un combattimento Giuda viene ucciso, e i suoi
fratelli, Gionata e Simone, concludono nel 162 a.C. un trattato di pace
col nuovo re di Siria. |
| - Marcia del popolo ebraico verso la terra promessa: allusione al visitatore che finalmente trova la sua meta davanti all'altare. |
-
Il sacrificio di Isacco: (Genesi,
22,1-19) Per mettere alla prova Abramo, il primo dei grandi Patriarchi
ebrei dell'Antico Testamento, Iddio gli comandò di offrirgli il
proprio figlio Isacco in olocausto. Abramo si recò con Isacco sul
luogo del sacrificio portando fuoco e coltello mentre il fanciullo portava
la legna. Costruito un altare vi legò il figlio, prese il coltello
e lo alzò su di lui. Ma l'angelo del Signore fermò la sua
mano dicendo: "Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo
figlio, il tuo unico figlio". Abramo, alzando gli occhi, vide un
montone le cui corna erano rimaste impigliate in un cespuglio e lo sacrificò
in luogo del figlio. |
| FREGIO CHE CIRCONDA L'ALTAR MAGGIORE |
| Dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra: |
-
Tobi con Tobia e l'Arcangelo Raffaele:
Apocrifi dell'Antico testamento. La storia di Tobia ha inizio a Ninive,
durante l'esilio degli ebrei in Assiria, nel secolo VIII a.C.; qui vive
Tobi, un ebreo molto pio, insieme con la sposa Anna e con il figlio Tobia.
Questi si prodigava per i suoi compatrioti bisognosi e si occupava di
dare una degna sepoltura a coloro che talvolta venivano fatti uccidere
dal re. Giunto in età avanzata, perdette la vista per uno strano
incidente: mentre riposava disteso all'aperto, degli escrementi di passero
gli caddero negli occhi, causandogli un'infiammazione che lo rese cieco.
Sentendosi vicino alla morte, incaricò il figlio di recarsi nella
Media per prendere del denaro che gli era dovuto. Tobia prima di tutto
si cercò un compagno di viaggio e incontrò l'arcangelo Raffaele
che acconsentì a seguirlo (egli scambiò l'angelo per un
comune mortale). Dopo avere ricevuto la benedizione di Tobi, i due partirono,
malgrado le proteste di Anna, madre di Tobia. Li seguiva il cane del ragazzo.
Giunti al fiume Tigri, Tobia volle bagnarvisi, ma improvvisamente un enorme
pesce balzò fuori dell'acqua minacciando di divorarlo. Dietro consiglio
di Raffaele egli lo catturò, ne estrasse il cuore, il fegato e
il fiele, e seppe dall'angelo che i primi due, se bruciati, avrebbero
tenuto lontano gli spiriti maligni, mentre il terzo avrebbe guarito Tobi
dal suo leucoma. |
| - Una Sibilla |
| - Adamo |
| - Profeta visto di spalle |
| - Sibilla |
-
Sacrificio di Abele: (Genesi,
4, 1-15) Abele è fratello di Caino, figli di Adamo ed Eva. Abele
e Caino avevano offerto dei sacrifici a Dio ma questi aveva accettato
quello di Abele e respinto quello di Caino. Caino quindi assalì
Abele mentre erano in campagna e lo uccise. |
| Sul lato destro, procedendo dal basso verso l'alto: |
| - Sacrificio di Melchisedech: Melchisedech era un re e un grande sacerdote. |
| - Sibilla sdraiata che guarda verso sinistra |
| - Sibilla che guarda verso destra |
| - Eva |
| - Un Profeta |
-
Eliseo che resuscita la figlia della Sunamitide:
Eliseo era un discepolo del profeta Elia. (II Re, 4,8-37) Una ricca donna
di Sunem, che precedentemente gli si era dimostrata amica, andò
a chiamare Eliseo perché il figlioletto si era sentito male nei
campi e giaceva come morto. Eliseo si recò nella camera ove era
stato posto e si distese sul ragazzo; pose la bocca sulla bocca di lui
e si curvò su di lui il ragazzo sternutì sette volte, poi
aprì gli occhi. |
| CORO |
| - Virtù cardinali: la Fortezza, la Giustizia, la Misericordia, la Prudenza e la Temperanza. |
| Pulpito |
| Riquadri intercalati da figure della Madonna, di Cristo, di San Paolo,di Evangelisti e Angeli: |
| - Visitazione e Natività; |
| - Adorazione dei Magi; |
| - Presentazione al tempio e Fuga in Egitto; |
| - Strage degli Innocenti; |
| - Crocifissione; |
| - Eletti; |
| - Reprobi. |
Libreria
Piccolomini, storie della vita di Enea Silvio Piccolomini (1405 -
1464), un senese divenuto Papa. |
| Iniziando dal fondo a destra del finestrone: |
-
Enea Silvio Piccolomini giovinetto parte per il
Concilio di Basilea al seguito del Cardinale Capranica; |
-
Enea Silvio Piccolomini è delegato del Concilio
presso il Re di Scozia; |
-
Enea Silvio Piccolomini viene incoronato poeta dell'Imperatore
Federigo III; |
-
Enea Silvio Piccolomini viene inviato ambasciatore
di Federigo III a Papa Eugenio IV; |
-
Ene Silvio Piccolomini che Vescovo di Siena presenta
a Federigo III la fidanzata Eleonora del Portogallo; |
-
Enea Silvio Piccolomini che riceve il cappello cardinalizio
da Callisto III; |
-
Enea Silvio Piccolomini che viene elevato a Pontefice
come Papa Pio II; |
-
Papa Pio II che presiede il Congresso di Mantova
per la crociata contro i Turchi; |
-
Papa Pio II che canonizza Santa Caterina da Siena; |
-
Papa Pio II che giunge ad Ancona per affrettare
la Crociata. |
| Maestà di Duccio di Buoninsegna |
Prospetto: |
SCOMPARTO
CENTRALE: |
-
Madonna in trono col bambino tra angeli e santi:
in piedi accanto al trono troviamo, a destra dell'osservatore, San
Giovanni Battista, a sinistra San Giovanni
Evangelista. Accanto al Battista troviamo San
Pietro, accanto all'Evangelista San Paolo.
Chiudono questa prima serie di santi due vergini martiri, Sant'Agnese
e Santa Caterina d'Alessandria. Inginocchiati
davanti al trono della Vergine stanno i quattro santi patroni della città:
nell'ordine da sinistra Ansano, Savino,
Crescenzio e Vittore.
Dominano la corte celeste stretta intorno al trono della Vergine gli apostoli:
nell'ordine da destra Taddeo, Simone,
Filippo, Giacomo maggiore, Andrea,
Matteo, Giacomo minore, Bartolomeo,
Tommaso, Mattia.
Sono dieci perché san Giovanni e san Pietro compaiono accanto a
Maria |
PREDELLA,
storie di Maria e dell'infanzia di Cristo e profeti. Da sinistra: |
| - Annunciazione (a Londra); |
| - profeta Isaia; |
| - Natività ( a Washington); |
| - profeta Ezechiele; |
| - Adorazione dei Magi; |
| - re Salomone; |
| - Presentazione al Tempio; |
| - profeta Malachia; |
| - Strage degli Innocenti; |
| - profeta Geremia; |
| - Fuga in Egitto; |
| - profeta Osea; |
| - Disputa nel Tempio. |
CORONAMENTO,
storie della morte della Vergine. Da sinistra: |
-
Annuncio della morte; |
-
Congedo da Giovanni; |
-
Congedo dagli Apostoli; |
-
Assunzione (?) (perduto). Sopra: Incoronazione di Maria (?) (perduto) |
-
Morte di Maria; |
-
Funerali di Maria; |
-
Seppellimento di Maria. |
Tergo: |
PREDELLA,
storie della vita pubblica di Cristo. Da sinistra: |
-
Battesimo (?) (perduto); |
-
Tentazione sul tempio; |
-
Tentazione sul monte (New York); |
-
Vocazione di Pietro e Andrea (Washington); |
-
Nozze di Cana; |
-
Gesù e la Samaritana (Madrid); |
-
Guarigione del cieco (Londra); |
-
Resurrezione di Lazzaro (Fort Worth). |
SCOMPARTO
CENTRALE INFERIORE, storie della passione di Cristo. Da sinistra e procedendo
a zig-zag dal basso verso l'alto: |
-
Ingresso a Gerusalemme; |
-
Ultima cena; |
-
Lavanda dei piedi; |
-
Discorso dopo la cena; |
-
Patto di Giuda; |
-
Orazione nell'orto; |
-
Arresto di Cristo; |
-
Primo rinnegamento di Pietro; |
-
Davanti ad Anna; |
-
Davanti a Caifa e secondo rinnegamento; |
-
Cristo percosso e terzo rinnegamento; |
-
Davanti a Pilato; |
-
Al Pretorio. |
SCOMPARTO
CENTRALE SUPERIORE, seguono le storie della passione di Cristo. Da sinistra
a zig-zag dal basso verso l'alto: |
-
Davanti a Erode; |
-
Ricondotto a Pilato; |
-
Coronazione di spine; |
-
Flagellazione; |
-
Pilato si lava le mani; |
-
Andata al Calvario; |
-
Crocifissione; |
-
Deposizione dalla Croce; |
-
Seppellimento; |
-
Cristo al Limbo; |
-
Marie al sepolcro; |
-
Apparizione alla Maddalena; |
-
Apparizione a Emmaus. |
CORONAMENTO,
storie di Cristo risorto e Pentecoste. Da sinistra: |
-
Apparizione a porte chiuse; |
-
Incredulità di Tommaso; |
-
Apparizione a Tiberiade; |
-
Ascensione (?) (perduto). Sopra: Cristo in gloria (?) (perduto); |
-
Apparizione sul monte; |
-
Apparizione alla cena; |
-
Pentecoste. |
Iniziando
da sinistra verso destra: |
-
Sogno della madre del Beato Sorore: secondo
la tradizione la madre del Beato Sorore, appena prima di partorire, ebbe
un sogno premonitore in cui vide una scala che da terra si innalzava verso
il cielo e, su di essa, alcuni bambini che si arrampicavano per essere
accolti dalla Madonna. Era l'annuncio del destino caritativo di suo figlio; |
-
L'elemosina del vescovo: dopo la fondazione,
l'Ospedale poté ampliare i suoi locali grazie al decisivo contributo
finanziario della Chiesa; |
-
Il Beato Agostino Novello conferisce l'investitura
al rettore dell'Ospedale; |
-
Papa Celestino III concede privilegi di autonomia
all'ospedale; |
-
Pagamento del baliatico in natura, cioè con il grano proveniente
dalle 'grancie' (fattorie fortificate) di proprietà dell'ospedale; |
-
Cura e governo degli infermi; |
-
Distribuzione delle elemosine; |
-
Accoglienza e matrimonio dei trovatelli; |
-
Il banchetto dei poveri, che veniva offerto
tre volte alla settimana. |
Entro
un padiglione sostenuto da angeli e santi, la Madonna
con il Bambino è seduta su di un grande trono gotico, circondata
da una corte celeste. Il Bambino ha un cartiglio che reca la scritta 'Diligete
iustitiam qui iudicatis terram'. In primo piano, inginocchiati, i quattro
santi protettori di Siena: da sinistra, S. Ansano,
S. Savino, S. Crescenzio
e S. Vittore e due Angeli
che offrono alla Vergine canestri di fiori. In secondo piano da sinistra,
San Paolo, San Michele
Arcangelo e San Giovanni Evangelista;
a destra, San Giovanni Battista, l'Arcangelo
Gabriele e San Pietro. In terza fila,
un Angelo, Santa Maria
Maddalena, Santa Caterina d'Alessandria;
a destra Santa Barbara, Sant'Agnese,
un Angelo. Nelle ultime due file figure di
Apostoli ed Evangelisti tra cui sono riconoscibili a sinistra San
Bartolomeo con la barba ed i capelli ricci, a destra Sant'Andrea
con la barba ed i capelli bianchi scarmigliati, San
Giacomo Maggiore con una conchiglia sulla spalla e all'estremità
San Marco Evangelista. Nella cornice ci sono
venti medaglioni con figure di Santi a mezzo busto separati alternativamente
dalla Balzana, cioè lo stemma di Siena,
e dal Leone rampante, simbolo del Capitano
del Popolo. Ai quattro angoli della cornice sono raffigurati i quattro
Evangelisti: in alto a sinistra San Giovanni con
l'aquila, a destra San Luca
con il toro, in basso San Matteo con l'angelo
e San Marco con il leone. Al centro, in alto,
il Cristo benedicente, ed ai suoi lati Isacco,
Mosè, David
e Giacobbe. Nella parte inferiore sono affrescati
i Quattro Padri della Chiesa Ambrogio, Girolamo,
Agostino, Gregorio
e al centro una Figura allegorica dalla doppia testa, simboleggiante la
Lex Vetus e la Lex
Nova, che sorreggono due cartigli, uno con il Decalogo e l'altro
con l'elenco dei Sacramenti e ai lati il recto ed il verso di una moneta
senese. |
A
destra: |
Figura
di vecchio vestito con una tunica bianca e nera, sorreggente il sigillo
di Siena e con ai piedi la lupa con i gemelli. Sopra il Vegliardo
aleggiano le tre Virtù Teologali (da sinistra la
Fede con la croce, la Carità
con la fiaccola e la Speranza che guarda
in alto) e intorno siedono la Pace con la
corona d'alloro e un ramo di olivo, la Fortezza
con lo scettro e lo scudo, la Prudenza, la
Magnanimità con un cesto di monete e la corona in mano,
la Temperanza con la clessidra, e la
Giustizia che impugna con una mano la spada, con l'altra sorregge
una corona e sul grembo tiene la testa di un giustiziato. |
A
sinistra: |
Figura
della Giustizia, con gli occhi rivolti in
alto verso la Sapienza, e dalla cui testa
si dipartono i due bracci della bilancia che sorreggono due angeli, di
cui quello a sinistra impersona la Giustizia distributiva,
che decapita un colpevole e incorona un virtuoso, e quello a destra la
Giustizia commutativa che distribuisce ricchezza e potere. Dai
due piatti della bilancia scendono verso il basso due corde che si intrecciano
e vengono raccolte dalla figura della Concordia,
che ha in grembo una pialla, la quale a sua volta le passa come simbolo
di guida ai Ventiquattro Magistrati della Repubblica,
i quali incedono con esse, cioè 'concordi', verso la figura di
vecchio, che ne sorregge la coda. All'estremità della composizione
quattro cavalieri ed un gruppo
di soldati, simbolicamente disposti sotto la Giustizia, attorniano
un gruppo di malfattori. |
La
figura centrale è la Tirannide, un
mostruoso personaggio munito di corna taurine e di zanne di cinghiale
che indossa un'armatura e un mantello, e sorregge con la destra un pugnale
e con la sinistra una coppa di veleno. Ai suoi piedi giace un caprone
simbolo della mostruosità e dei delitti proscritti dalla legge
mosaica, mentre sulla sua testa sono l'Avarizia
con un rampino e un torchio, la Superbia
con la spada e con il giogo, e la Vanagloria
che si guarda a uno specchio e che sorregge un ramo. Accanto alla Tirannide
sono la Crudeltà che presenta un serpente
a un bambino, l'Inganno che sorregge un animale
dalla testa di agnello e coda di scorpione, la Frode
con le ali di pipistrello che sostiene un bastone, il
Furore, una sorta di centauro con la testa di cinghiale e la coda
di lupo, la Discordia con un vestito bianco
e nero su cui è scritto Si-No ed una sega, e la
Guerra con lo scudo e la spada e ai piedi una bara. Distesa a terra
sotto la Tirannide è la Giustizia
con la bilancia rotta. |