Pavimento
NAVATE LATERALI : le Sibille, sacerdotesse dotate di virtù profetiche ispirate dal dio Apollo. La Chiesa occidentale, interpretandone i detti come anticipazioni della storia cristiana, le riconobbe come profetesse della venuta di Cristo, equivalenti pagane dei profeti dell'Antico Testamento.
Procedendo dalla porta di destra della facciata:
- Sibilla Delfica: allude alla natura di Gesù "Ipsum tuum cognosce Deum qui Fei Filius est" (Conosci lo stesso tuo Dio che è figlio di Dio);
- Sibilla Cumea: allude all resurrezione del Cristo " Et mortis fatum fini et trium dierum somno suscepto tunc a mortuis regressus in lucem veniet primum resurrectionis initium ostendens" (E porrà fine al destino di morte dopo un sonno di tre giorni. Allora tornato dal regno dei morti verrà alla luce mostrando per la prima volta l'inizio della Resurrezione);
- Sibilla Cumana, citata da Virgilio nell'Eneide,: allude alla venuta di Gesù "Ultima Cumaei venit iam carminis aetas Magnus ab integro saeclorum nascitur ordo iam redit et Virgo redeutn Saturnia regna iam nova progeniens caelo dimittitur alto" (E' giunto ormai l'ultimo tempo del carme cumano. Una grande serie di secoli nasce da capo; ritorna anche la Vergine. Ritorna il regno di Saturno e una nuova progenie scende dal cielo). La Sibilla Cumana è quella più famosa. Lo stesso Apollo si invaghì di lei e le promise di esaudire qualsiasi suo desiderio se si fosse concessa ai suoi volrei. La fanciulla chiese di vivere tanti anni quanti i granelli di sabbia che riusciva a tenere in mano, ma si dimenticò di aggiungere in continua giovinezza. Quando Enea si recò a consultarla aveva già settecento anni e ne sarebbe vissuta altri trecento; poi si sarebbe dissolta in polvere e solo la voce sarebbe sopravvissuta in eterno.
- Sibilla Eritrea, allude alla nascita di Gesù "De excelso caelorum habitaculo prospexit dominus humiles suo et nascetur in diebus novissimis de virgine hebraea in cunabulis terrae" (Dall'eccelsa dimora celeste il Signore volse lo sguardo sui suoi miseri; nascerà in ultimissimi tempi da una vergine ebrea nella culla della terra);
- Sibilla Persica, allude al miracolo dei pani e dei pesci " Panibus solum quinque et piscibus duobus hominum milia in foeno quinque satiabit reliquias tollens XII cophinos implebit in spem multorum" (Con cinque pani soltanto e due pesci sazierà sull'erba cinquemila uomini e con gli avanzi riempirà dodici ceste per la speranza di molti);
Passando alla navata sinistra, davanti al portale:
- Sibilla Libica, allude alla flagellazione di Cristo "Colaphos accipiens tacebit dabit in verbera innocens dorsum" (Ricevendo pugni tacerà. Esporrà ai colpi il dorso innocente) " In manus iniquas veniet. Dabunt deo alapas manibus incestis. Miserabilis et ignominiosus miserabilibus spem praebebit" (Verrà in mani inique. Daranno a Dio schiaffi con mani impure. Miserabile e ignominioso offrirà la speranza ai miserabili);
- Sibilla Ellespontica, allude ai momenti finali della passione di Gesù e alla sua morte in croce " In cibum fel in sitim acetum dederunt. Hanc in hospitalitatis monstrabunt mensam. Templi vero scindetur velum et medio die nox erit tenebrosa tribus horis" (Gli dettero come cibo fiele e come bevanda aceto. Questo inospitale pasto gli offriranno. Il velo del tempio si scinderà e in pieno giorno ci sarà notte tenebrosa per tre ore);
- Sibilla Frigia, allude all'unità della divinità e al giudizio universale "Solus deus sum et non est deus alius" (Io sono l'unico Dio e non ce n'è un altro) "Tuba de caelo vocem luctuosam emittet. Tartareum chaos ostendet dehiscens terra, venient ad tribunal dei reges. Omnes deus ipse iudicans pios simul et impios tunc demum impios in ignem et tenebras mittet. Qui autem pietatem tenent iterum vivent" (Una tromba dal cielo emetterà un suono luttuoso. La terra aprendosi mostrerà il Tartaro. Verranno al tribunale di Dio tutti i re. Dio stesso giudice sia dei pii che degli empi allora manderà gli empi nel fuoco e nelle tenebre. Coloro invece che saranno rimasti pii vivranno una seconda volta);
- Sibilla Samia, rappresentata per la sua terra d'origine, l'Africa, con la pelle scura, allude allo scetticismo degli ebrei nel riconoscere Cristo " Tu enim stulta iudea deum tuum non cognovisti lucentem mortalium mentibus sed et spinis coronasti horridumque fel miscuisti" (Tu stolta Giudea non riconoscesti il tuo Dio che effondeva la sua luce sulle menti dei mortali, ma lo coronasti di spine e gli mescesti un orrido fiele);
- Sibilla Albumea, allude alla nascita di Gesù " Nascetur christus in bethlehem. Annunciabitur in nazareth regnante tauro pacifico fundatore quietis. O felix mater cuius ubera illum lactabunt" (Nascerà Cristo a Betlemme. Se ne darà l'annuncio a Nazareth durante il regno del toro pacifico fondatore della pace. O felice quella madre il cui seno lo allatterà)
NAVATA CENTRALE, procedendo dal portale: la sapienza è il primo supporto della rivelazione ma il passaggio alla Rivelazione ha necessità di una dimensione temporale e spaziale. L'area centrale infatti è dedicata alle raffigurazioni che rappresentano il territorio e alla rappresentazione del potere temporale sottoposto alle umane vicende e alla superiorità della Sapienza su di esso:
- "Castissimum Virginis Templum caste memento ingredi" (Ricordati di entrate con mente pura nel purissimo tempio della Vergine)
- Ermete Trismegisto, sapiente egiziano, allude alla nascita del Figlio dal Padre " Deus omnium creator secum deum fecit visibilem et hunc fecit primum et solum quo oblectatus est et valde amavit proprium filium qui appellatur sanctum verbum" (Dio creatore di tutte le cose creò un secondo Dio visibile e lo creò primo e unico; in lui si compiacque e amò molto il proprio figlio che è chiamato il Santo Verbo);
- Lupa senese coi gemelli Senio e Aschio (secondo la leggenda Aschio e Senio, figli di Remo, fuggendo da Roma per evitare le ire dello zio Romolo, portarono con sé -trafugata dal tempio di Apollo- la lupa con i gemelli (Romolo e Remo appunto) che era già diventata il simbolo della città eterna. Da due nubi di fumo -una bianca e una nera- sorte dalle are di un sacrificio a Diana, i fondatori di Siena avrebbero poi tratto i colori della nuova città: il bianco e nero che troviamo nella 'balzana', lo stemma di Siena.) e attorno i Simboli delle città alleate;
- Raffigurazione decorativa esemplata su un rosone da cattedrale al centro del quale campeggia l'aquila imperiale, simbolo di continuità con Roma;
- Allegoria del Colle della Sapienza, il riquadro è dominato dalla mole del colle, a cui una varia folla di savi è giunta condottavi dalla Fortuna, la cui figura ignuda, che regge una vela gonfiata dal vento sopra la testa, e con l'altra mano una cornucopia, posa con un piede sopra una sfera e coll'altro sopra la barca che ha recato all'isola i savi, con l'albero spezzato. Sul colle rupestre si snoda un sentiero, costellato di sassi, di serpi e di piante, su cui salgono i personaggi per giungere alla vetta, dove siede la Sapienza, con una palma e un libro nelle mani. Ai suoi lati sono Socrtae, a cui è destinata la palma, e Cratete (cui vien dato il libro), che vuota in mare un canestro colmo di oggetti preziosi, simbolo dell'illusorietà delle ricchezze. Tutt'attorno è un mare tempestoso. "Huc properate viri: salebrosum scandite monmtem Pulchra laboris erunt premia palma quies" (Il compenso per il saggio che ha raggiunto la virtù sarà dunque la serenità).
- Ruota con la figura di un Re al sommo e tre figure umane alle estremità: una in discesa, una all'estremità inferiore, una in ascesa, così da caratterizzare figuralmente il motto che non è presente, ma che si riferisce all'acquisizione e alla perdita del potere:"Regno, regnavi, sum sine regno, regnabo". Agli spigoli del riquadro sono rappresentati quattro filosofi dell'antichità, Epitteto, Aristotele, Euripide e Seneca, che in ciascuno dei rotoli che tengono in mano, alludono alla fortuna.
BRACCIO SINISTRO DELLA CROCIERA, storie del mondo ebraico già toccato dalla rivelazione:
- Cacciata di Erode: "In Regione Camalitidia Herodes ab Areta Socero superatur. A quibusdam autem Judeorum videbatur ideo perisse Herodis Esercitum, quod in eum satis iuste indignatio divina commota sit pro vindicta Joannis, qui vocabatur Baptista; hunc enim Herodes occidit Virum valde bonum, qui praecipiebat Judeis Virtuti operam dare, Justitiam colere, in Deum servare pietatem, et per Baptismum in unum coire. Tum demum enim Baptismum acceptabile fore, si non solum ad abluenda peccata sumatur, verum, etiam ad Castimoniam corporis, ad anime Justitiam, Purificationemque, servetur, omniumque pariter Virtutum velut signaculum, et custodia quedam fidelis habeatur. Cumque ab eo precepta huiusmodi docerentur, atque ad audiendum eum quamplurima multitudo concurreret, veritus Herodes, ne forte doctrinae ejus persuasione Populi a suo Regno discederent, videbat enim, quod preceptis ejus, ac monitis parata esset Plebs in omnibus obedire, melius credit, priusquam novi aliquid fieret prevenire Hominem noce, quam postmodum turbatis rebus seram penitudinem gerere. Ex sola igitur suspicione Herodis vinctus in Castellum Macheronta ducitur Joannes Baptista, ibique truncatur."
- Strage degli innocenti, (Matteo, 2, 16) All'epoca della nascita di Gesù, Erode il Grande, venuto a conoscenza della nascita di un fanciullo che era destinato a divenire "re dei Giudei" e temendo quindi che il suo potere potesse essere usurpato, ordinò lo sterminio dei fanciulli di Betlemme e della regione circostante. Ma la Sacra Famiglia, grazie al preavvertimento dell'angelo si era già messa al sicuro. La scena si svolge generalmente nel cortile del palazzo di Erode; i soldati con le spade sguainate strappano i bambini dalle braccia delle madri atterrite che invano tentano di ribellarsi, mentre il suolo è coperto di piccoli cadaveri. Erode assiste alla scena da un balcone, o seduto in trono.
- Storia di Giuditta, (Apocrifi dell'Antico Testamento). Giuditta è un eroina della storia ebraica e simbolo della lotta del suo popolo contro gli antichi oppressori nel Vicino Oriente. Di solito è raffigurata mentre regge la testa recisa di Oloferne, il generale Assiro che ella decapitò con una spada. L'esercito degli assiri aveva assediato la città ebraica di Betulia. Quando la popolazione, non potendo più resistere, fu sul punto di arrendersi, Giuditta, una ricca e bella vedova, escogitò un piano per salvare la città. Si fece bella e si ornò in modo da rendersi molto attraente agli occhi degli uomini e si recò con la sua ancella al campo nemico. Fingendo di avere abbandonato il suo popolo riuscì ad avvicinare il capo delle forze nemiche, Oloferne, e gli propose un piano per fare cadere Betulia. Dopo che ella ebbe passato qualche giorno al campo, Oloferne si innamorò di lei e organizzò un banchetto al quale la invitò. Aveva progettato di sedurla, dopo il banchetto, quando fossero rimasti soli; ma a quel punto il generale era vinto dall'ebrezza. Si trattava di un'ottima occasione per Giuditta, che afferrò senza indugio la spada e con due colpi secchi gli recise la testa. L'ancella era pronta con un sacco che accolse il trofeo; poi le due donne, attraversando furtivamente il campo, tornarono in città prima che il loro gesto fosse scoperto. La notizia della morte di Oloferne gettò lo scompiglio tra gli assiri che fuggirono inseguiti dalle forze israeliti.
BRACCIO DESTRO DELLA CROCIERA, soggetti misti:
- Figure allegoriche della Religione e delle Virtù teologali;
- Storie di Iefte (Giudici 11, 29-39) "Allora lo spirito del Signore venne su Iefte ed egli attraversò Gàlaad e Manàsse, passò a Mizpa di Gàlaad e da Mizpa di Gàlaad raggiunse gli Ammoniti. Iefte fece voto al Signore e disse.'Se tu mi metti nelle mani gli Ammoniti, la persona che uscirà per prima dalle porte di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò vittorioso dagli Ammoniti, sarà per il Signore e io l'offrirò in olocausto'. Quindi Iefte raggiunse gli Ammonniti per combatterli e il Signore glieli mise nelle mani. Egli li sconfisse da Aroer fin verso Minnit, prendendo loro venti città, e fino ad Abel-Cheramin. Così gli Ammoniti furono umiliati davanti agli Israeliti. Poi Iefte tornò a Mizpa, verso casa sua; ed ecco uscirgli incontro la figlia, con timpani e danze. Era l'unica figlia: non aveva altri figli, né altre figlie. Appena la vide, si stracciò le vesti e disse: 'Figlia mia, tu mi hai rovinato! Anche tu sei con quelli che mi hanno reso infelice! Io ho dato la mia parola al Signore e non posso ritirarmi'. Essa gli disse: 'Padre mio, se hai dato parola al Signore, fa' di me secondo quanto è uscito dalla tua bocca, perché il Signore ti ha concesso vendetta sugli Ammoniti, tuoi nemici'. Poi disse al padre:'Mi sia concesso questo: lasciami libera per due mesi, perché io vada errando per i monti a piangere la mia verginità con le mie compagne'. Egli le rispose:'Va!', e la lasciò andare per due mesi. Essa se ne andò con le compagne e pianse sui monti la sua verginità. Alla fine dei due mesi tornò dal padre ed egli fece di lei quello che aveva promesso con voto.
- L'imperatore Sigismondo con i suoi ministri, l'imperatore, che era venuto a Siena nel 1431 e che i senesi speravano che prendesse la loro parte nella guerra contro Firenze, è seduto in trono sotto un'edicola. Sotto sei figure, tra dignitari civili e militari;
- Morte di Assalonne (II Samuele, 13-19) Assalonne figlio di Davide, aveva una sorella chiamata Tamar che subì violenza da Amnon, anch'egli figlio di Davide. Il re non volle punire il proprio figlio e Assalonne per due anni meditò in segreto di vendicare la sorella. Finalmente, un giorno invitò Amnon alla tosatura delle pecore e lo fece assassinare mentre banchettava nella sua tenda. Mentre Davide era in lutto per la morte del figlio, Assalonne si rifugiò presso un'altra tribù. Il re soffriva anche per Assalonne, che amava, e col tempo essi si riconciliarono. Tuttavia Assalonne era deciso a usurpare il trono del padre e radunò un esercito tra le diverse tribù, preparando una ribellione. Fu sconfitto dalle forze di Davide e andò incontro a una tragica fine: mentre passava a dorso di mulo sotto una quercia, i suoi capelli rimasero impigliati tra i rami; il mulo proseguì e Assalonne rimase appeso all'albero, facile bersaglio per i soldati di Davide. Il re pianse a lungo la morte del figlio.
ESAGONO SOTTO LA CUPOLA: storie del profeta Elia. (I Re, 16, 17,18)
Intorno all'870 a.C. il regno d'Israele piomba nell'idolatria. Il re Achàv, sotto l'influenza della sposa Isével, figlia del re pagano di Tiro, favorisce il culto di Baal e di Astarte. Il suo atteggiamento provoca la collera del profeta Elia: Com'è vivo il Signore, Dio d'Israele, davanti al quale io sto, non vi sarà in questi anni né rugiada né pioggia, se non dietro un mio detto. Dio gli parla: Parti di qui volgendoti ad Oriente, e ti terrai nascosto presso il torrente di Kerìt, che è dinanzi al Giordano. Qui berrai dal torrente, ed io ho ordinato ai corvi di portarti qui alimento. In difesa della Legge Elia ha dunque il potere di dominare le forze della natura, per punire l'empietà del re. E come più tardi Giovanni Battista, vivrà a lungo nel deserto coperto di pelli. La Bibbia lo presenta come un sommo profeta, cui vien dato il privilegio di salire al cielo alla fne della vita, alla presenza del suo compagno e discepolo Eliseo: E mentre essi andavano e continuavano a parlare, ecco un carro e cavalli di fuoco li separararono, ed Elia si sollevò in mezzo a un turbine nel cielo. Allo scadere dei tre anni di carestia, Dio si rivolge ad Elia: Va, mostrati ad Achàv, e darò pioggia sulla faccia della terra. Non appena Acàv vede Elia, gli dice: Sei proprio tu quel conturbatore d'Israele? E quello: Non io ho conturbato Israele, ma tu e la tua famiglia, abbandonando i precetti del Signore, e andando dietro agli idoli. Ora manda a radunare presso di me tutto Israele al monte Carmelo, come pure i quattrocento e cinquanta profeti di Baal e i quattrocento profeti dell'Asheràh che mangiano alla tavola di Isével. Elia chiede che gli si portino due torelli. I profeti di Baal ne sceglieranno uno e lo prepareranno per il sacrificio, ma non dovranno dare fuoco alla legna preparata sull'altare. Lui farà altrettanto con l'altro toro. Essi invocheranno i loro dei, mentre lui invocherà l Signore. Il Dio che risponderà accendendo il rogo, quello sarà il vero Dio. Elia propone ai profeti di Baal di cominciare. Per tutto il mattino danzano e invocano i loro dei. Nessuna risposta. A mezzogiorno Elia dice ironicamente: Chiamate ad alta voce, poiché è un Dio; egli deve trovarsi a colloquio o in ritiro o per viaggio; forse dorme e si sveglierà. Ed essi invocarono ad alta voce, e si fecero dei tagli, secondo il loro costume,colle spada e colle lance, sino a che versavano sangue. Ma non v'era voce, non v'era chi rispondesse. A sua volta Elia prepara un altare e vi dispone un toro. E prega così: Signore, Dio di Abramo, d'Isacco e d'Israele, fa sì che oggi si renda notorio che tu sei Dio, ed io sono tuo servo e che per tuo comando ho fatto tutte queste cose. Rispondimi, Signore, e conosca questo popolo che tu sei il vero Dio. Altrimenti sei tu stesso cagione che il loro cuore si volga indietro. All'improvviso il fuoco s'accende e consuma la vittima. Tutti si prosternano gridando: Il Signore è il vero Dio, il Signore!. Achàv abita in un bel palazzo ad Izreèl. Egli vorrebbe estendere la sua proprietà su una vigna lì vicino. Ma Navòt, a cui appartiene la vigna, non gliela vuol cedere neppure in cambio di una migliore, né per un buon prezzo. Navòt non vuole separarsi da un bene che è stato dei suoi antenati. Il re è contrariato. Rientra a palazzo cupo e irritato, si stende sul letto e rifiuta qualsiasi cibo. La moglie Isével lo consola e gli promette la vigna di Navòt. La regina scrive, a nome del re, ai capi della città alcune lettere in cui chiede che venga intentato un processo contro Navòt: che trovino due falsi testimoni, che lo accusino di aver maledetto Dio ed il re, e che quindi lo condannino alla lapidazione. I capi eseguono gli ordini della regina. Navòt è accusato, condannato e lapidato. Isével dà ad Acàv la notizia della morte di Navòt: ora può entrare in possesso della vigna. Ma nella vigna Achàv incontra Elia: Così disse il Signore: Tu ammazzi e poi vai a ereditare? Là dove i cani lambiranno il sangue di Navòt, pure il tuo sangue sarà lambito dai cani. Tre anni dopo Achàv viene ferito a morte in battaglia. Il suo sangue cola sul carro da guerra. Quando, giunti a Izrél, il carro viene lavato, i cani lambiscono il sangue del re. Qualche anno più tardi la sinistra Isével viene lanciata giù dalla finestra del palazzo di Ozreél, quando Jehù, vecchio generale di Achàv, prende il potere.
Losanga lato destro:
- Elia nutrito da un corvo nel deserto: (I Re, 17, 2-6) Durante una prolungata siccità, Elia andò a vivere accanto al torrente Cherit che non si era prosciugato; i corvi gli portavano pane e carne al mattino e alla sera, nutrendolo.
Losanga in basso a destra:
- Elia incontra la vedova nel bosco (I Re, 17, 7-16) Con il tempo però il ruscello si prosciugò ed Elia andò nella città di Sarepta, dove incontrò una vedova che raccoglieva legna e che gli diede da bere e da mangiare.
Losanga in basso a sinistra:
- Elia resuscita il figlio della vedova (I Re, 17, 17-23) Il figlio della vedova si ammalò gravemente, tanto che rimase senza respiro; allora Elia lo portò di sopra e si distese tre volte sul bambino invocando il Signore. In questo modo resuscitò e guarì il fanciullo.
Losanga in alto a sinistra:
- Elia ordina ad Abdia di recargli Acab (I Re 18, 1-15
Losanga in alto a destra:
- Abdia reca ad Acab il messaggio di Elia
Esagono centrale:
- Il patto tra Elia e Acab
Esagono superiore sinistro:
- Il sacrificio dei sacerdoti di Baal
Esagono in alto:
- Il sacrificio di Elia
Esagono superiore destro:
- Uccisione dei profeti di Baal: il popolo che vede l'inanità degli sforzi dei sacerdoti di far accettare dal proprio Dio le offerte si rivolta contro di loro sterminandoli.
Esagono inferiore destro:
- Elia predice la morte di Acab
Esagono inferiore sinistro:
- Acab mortalmente ferito in battaglia
Losanga a sinistra:
- Elia unge Iehu Re d'Israele
Esagono in basso:
- Elia rapito in cielo col carro di fuoco
IL PRESBITERIO:
- Mosè fa scaturire l'acqua dalla rupe di Horeb, (Esodo, 17, 7-11; Numeri, 20, 1-13). Gli ebrei nel deserto si lamentavano per la sete e dunque Mosè chiese aiuto a Dio. Qusti gli disse di prendere la sua verga e percuotere una roccia dalla quale sarebbe sgorgata l'acqua. Così fece Mosè e il popolo potè dissetarsi e abbeverare le greggi;
- Storie di Mosè sul Sinai: (Esodo, 19; 20; 32, 1-24; 37). Mosè salì sul monte Sinai e ricevette da Dio due tavole di pietra recanti i Dieci Comandamenti. Mentre era lontano, gli ebrei chiesero ad Aronne, fratello di Mosè, di dare loro degli idoli da adorare; perciò Aronne prese tutti i loro ornamenti d'oro e ricavò da essi un vitello d'oro che pose sull'altare. Al suo ritorno, Mosè, adirato per quell'atto di idolatria, spezzò le Tavole della Legge e distrusse il vitello d'oro. Più tardi tornò sul Sinai e ricevette nuove tavole da Dio.
- Salomone: figlio di Davide e Betsabea. E' proverbiale la sua saggezza. Durante il suo regno venne edificato il famoso tempio di Gerusalemme.
- Giosuè che vince gli amorrei:
- Giosuè, successore di Mosè.
- Davide fromboliere: Davide, il pastorello divenuto re di Israele. (I Samuele, 17, 38-57). L'esercito filisteo e quello israelita erano schierati uno contro l'altro. Golia di Gat, il campione dei filistei, era alto sei cubiti e un palmo, portava un elmo di bronzo, una corazza a piastre e schinieri bronzei sulle gambe; aveva inoltre una lancia la cui asta era grande quanto il subbio di un telaio. Davide non volle indossare l'armatura offertagli da Saul, e prese invece cinque sassi per la sua fionda riponendoli nel suo sacco o bisaccia. L'esito della tenzone fu presto stabilito. I due contendenti si avvicinarono scambiandosi parole di scherno; quindi Davide trasse un ciottolo dalla bisaccia, lo lanciò con la fionda e colpì Golia in fronte, abbattendolo. Poi, afferrata prontamente la spada del filisteo, gli mozzò il capo. Questo fu il segnale d'attacco per gli israeliti che sbaragliarono l'esercito nemico.
- Davide salmista: Davide era citaredo e la tradizione lo ritiebne l'autore dei Salmi.
- Golia colpito
- Mosè
- Sansone stermina i filistei con una mascella d'asino: Sansone è uno dei giudici d'Israele nell'Antico Testamento. Dalle Scritture la sua figura emerge come quella di un avventuriero fanfarone, dotato di grande forza fisica, che cede facilmente alle lusinghe femminili. (Giudici, 15,14-19) La sua forza è colossale: provocato dai filistei, Sansone afferrò una mascella d'asino e ne uccise mille.
- Giuda Maccabeo: Nel 167 a.C. la Giudea è sotto la dominazione siriana del re Antioco. Egli nutre un odio feroce per la fede giudaica e decide di sopprimerla. Inizia la persecuzione attaccando le pratiche che i giudei giudicano essenziali: vieta il sabato e la circoncisione, ordina di mangiare maiale, animale impuro, e di offrire sacrifici agli dei greci. Antioco profana inoltre il Tempio di Dio. Vi installa una statua di Zeus, e ne fa un luogo di vizi e orge. Un certo numero di Giudei abbandona la propria fede e si sottomette ai suoi ordini. Altri preferiscono morire martiri piuttosto che rinnegare il Dio dell'Alleanza. Altri infine prendono le armi al seguito di Giuda Maccabeo e dei suoi fratelli. Nel 164 Giuda e i suoi uomini liberano Gerusalemme e il Tempio, che restituiscono al culto di Dio. Ma non è una vera vittoria. Durante un combattimento Giuda viene ucciso, e i suoi fratelli, Gionata e Simone, concludono nel 162 a.C. un trattato di pace col nuovo re di Siria.
- Marcia del popolo ebraico verso la terra promessa: allusione al visitatore che finalmente trova la sua meta davanti all'altare.
- Il sacrificio di Isacco: (Genesi, 22,1-19) Per mettere alla prova Abramo, il primo dei grandi Patriarchi ebrei dell'Antico Testamento, Iddio gli comandò di offrirgli il proprio figlio Isacco in olocausto. Abramo si recò con Isacco sul luogo del sacrificio portando fuoco e coltello mentre il fanciullo portava la legna. Costruito un altare vi legò il figlio, prese il coltello e lo alzò su di lui. Ma l'angelo del Signore fermò la sua mano dicendo: "Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio". Abramo, alzando gli occhi, vide un montone le cui corna erano rimaste impigliate in un cespuglio e lo sacrificò in luogo del figlio.
FREGIO CHE CIRCONDA L'ALTAR MAGGIORE
Dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra:
- Tobi con Tobia e l'Arcangelo Raffaele: Apocrifi dell'Antico testamento. La storia di Tobia ha inizio a Ninive, durante l'esilio degli ebrei in Assiria, nel secolo VIII a.C.; qui vive Tobi, un ebreo molto pio, insieme con la sposa Anna e con il figlio Tobia. Questi si prodigava per i suoi compatrioti bisognosi e si occupava di dare una degna sepoltura a coloro che talvolta venivano fatti uccidere dal re. Giunto in età avanzata, perdette la vista per uno strano incidente: mentre riposava disteso all'aperto, degli escrementi di passero gli caddero negli occhi, causandogli un'infiammazione che lo rese cieco. Sentendosi vicino alla morte, incaricò il figlio di recarsi nella Media per prendere del denaro che gli era dovuto. Tobia prima di tutto si cercò un compagno di viaggio e incontrò l'arcangelo Raffaele che acconsentì a seguirlo (egli scambiò l'angelo per un comune mortale). Dopo avere ricevuto la benedizione di Tobi, i due partirono, malgrado le proteste di Anna, madre di Tobia. Li seguiva il cane del ragazzo. Giunti al fiume Tigri, Tobia volle bagnarvisi, ma improvvisamente un enorme pesce balzò fuori dell'acqua minacciando di divorarlo. Dietro consiglio di Raffaele egli lo catturò, ne estrasse il cuore, il fegato e il fiele, e seppe dall'angelo che i primi due, se bruciati, avrebbero tenuto lontano gli spiriti maligni, mentre il terzo avrebbe guarito Tobi dal suo leucoma.
- Una Sibilla
- Adamo
- Profeta visto di spalle
- Sibilla
- Sacrificio di Abele: (Genesi, 4, 1-15) Abele è fratello di Caino, figli di Adamo ed Eva. Abele e Caino avevano offerto dei sacrifici a Dio ma questi aveva accettato quello di Abele e respinto quello di Caino. Caino quindi assalì Abele mentre erano in campagna e lo uccise.
Sul lato destro, procedendo dal basso verso l'alto:
- Sacrificio di Melchisedech: Melchisedech era un re e un grande sacerdote.
- Sibilla sdraiata che guarda verso sinistra
- Sibilla che guarda verso destra
- Eva
- Un Profeta
- Eliseo che resuscita la figlia della Sunamitide: Eliseo era un discepolo del profeta Elia. (II Re, 4,8-37) Una ricca donna di Sunem, che precedentemente gli si era dimostrata amica, andò a chiamare Eliseo perché il figlioletto si era sentito male nei campi e giaceva come morto. Eliseo si recò nella camera ove era stato posto e si distese sul ragazzo; pose la bocca sulla bocca di lui e si curvò su di lui il ragazzo sternutì sette volte, poi aprì gli occhi.
CORO
- Virtù cardinali: la Fortezza, la Giustizia, la Misericordia, la Prudenza e la Temperanza.
Pulpito
Riquadri intercalati da figure della Madonna, di Cristo, di San Paolo,di Evangelisti e Angeli:
- Visitazione e Natività;
- Adorazione dei Magi;
- Presentazione al tempio e Fuga in Egitto;
- Strage degli Innocenti;
- Crocifissione;
- Eletti;
- Reprobi.
Libreria Piccolomini, storie della vita di Enea Silvio Piccolomini (1405 - 1464), un senese divenuto Papa.
Iniziando dal fondo a destra del finestrone:
- Enea Silvio Piccolomini giovinetto parte per il Concilio di Basilea al seguito del Cardinale Capranica;
- Enea Silvio Piccolomini è delegato del Concilio presso il Re di Scozia;
- Enea Silvio Piccolomini viene incoronato poeta dell'Imperatore Federigo III;
- Enea Silvio Piccolomini viene inviato ambasciatore di Federigo III a Papa Eugenio IV;
- Ene Silvio Piccolomini che Vescovo di Siena presenta a Federigo III la fidanzata Eleonora del Portogallo;
- Enea Silvio Piccolomini che riceve il cappello cardinalizio da Callisto III;
- Enea Silvio Piccolomini che viene elevato a Pontefice come Papa Pio II;
- Papa Pio II che presiede il Congresso di Mantova per la crociata contro i Turchi;
- Papa Pio II che canonizza Santa Caterina da Siena;
- Papa Pio II che giunge ad Ancona per affrettare la Crociata.
Maestà di Duccio di Buoninsegna
Prospetto:
SCOMPARTO CENTRALE:
- Madonna in trono col bambino tra angeli e santi: in piedi accanto al trono troviamo, a destra dell'osservatore, San Giovanni Battista, a sinistra San Giovanni Evangelista. Accanto al Battista troviamo San Pietro, accanto all'Evangelista San Paolo. Chiudono questa prima serie di santi due vergini martiri, Sant'Agnese e Santa Caterina d'Alessandria. Inginocchiati davanti al trono della Vergine stanno i quattro santi patroni della città: nell'ordine da sinistra Ansano, Savino, Crescenzio e Vittore. Dominano la corte celeste stretta intorno al trono della Vergine gli apostoli: nell'ordine da destra Taddeo, Simone, Filippo, Giacomo maggiore, Andrea, Matteo, Giacomo minore, Bartolomeo, Tommaso, Mattia. Sono dieci perché san Giovanni e san Pietro compaiono accanto a Maria
PREDELLA, storie di Maria e dell'infanzia di Cristo e profeti. Da sinistra:
- Annunciazione (a Londra);
- profeta Isaia;
- Natività ( a Washington);
- profeta Ezechiele;
- Adorazione dei Magi;
- re Salomone;
- Presentazione al Tempio;
- profeta Malachia;
- Strage degli Innocenti;
- profeta Geremia;
- Fuga in Egitto;
- profeta Osea;
- Disputa nel Tempio.
CORONAMENTO, storie della morte della Vergine. Da sinistra:
- Annuncio della morte;
- Congedo da Giovanni;
- Congedo dagli Apostoli;
- Assunzione (?) (perduto). Sopra: Incoronazione di Maria (?) (perduto)
- Morte di Maria;
- Funerali di Maria;
- Seppellimento di Maria.
Tergo:
PREDELLA, storie della vita pubblica di Cristo. Da sinistra:
- Battesimo (?) (perduto);
- Tentazione sul tempio;
- Tentazione sul monte (New York);
- Vocazione di Pietro e Andrea (Washington);
- Nozze di Cana;
- Gesù e la Samaritana (Madrid);
- Guarigione del cieco (Londra);
- Resurrezione di Lazzaro (Fort Worth).
SCOMPARTO CENTRALE INFERIORE, storie della passione di Cristo. Da sinistra e procedendo a zig-zag dal basso verso l'alto:
- Ingresso a Gerusalemme;
- Ultima cena;
- Lavanda dei piedi;
- Discorso dopo la cena;
- Patto di Giuda;
- Orazione nell'orto;
- Arresto di Cristo;
- Primo rinnegamento di Pietro;
- Davanti ad Anna;
- Davanti a Caifa e secondo rinnegamento;
- Cristo percosso e terzo rinnegamento;
- Davanti a Pilato;
- Al Pretorio.
SCOMPARTO CENTRALE SUPERIORE, seguono le storie della passione di Cristo. Da sinistra a zig-zag dal basso verso l'alto:
- Davanti a Erode;
- Ricondotto a Pilato;
- Coronazione di spine;
- Flagellazione;
- Pilato si lava le mani;
- Andata al Calvario;
- Crocifissione;
- Deposizione dalla Croce;
- Seppellimento;
- Cristo al Limbo;
- Marie al sepolcro;
- Apparizione alla Maddalena;
- Apparizione a Emmaus.
CORONAMENTO, storie di Cristo risorto e Pentecoste. Da sinistra:
- Apparizione a porte chiuse;
- Incredulità di Tommaso;
- Apparizione a Tiberiade;
- Ascensione (?) (perduto). Sopra: Cristo in gloria (?) (perduto);
- Apparizione sul monte;
- Apparizione alla cena;
- Pentecoste.
Il Pellegrinaio
Iniziando da sinistra verso destra:
- Sogno della madre del Beato Sorore: secondo la tradizione la madre del Beato Sorore, appena prima di partorire, ebbe un sogno premonitore in cui vide una scala che da terra si innalzava verso il cielo e, su di essa, alcuni bambini che si arrampicavano per essere accolti dalla Madonna. Era l'annuncio del destino caritativo di suo figlio;
- L'elemosina del vescovo: dopo la fondazione, l'Ospedale poté ampliare i suoi locali grazie al decisivo contributo finanziario della Chiesa;
- Il Beato Agostino Novello conferisce l'investitura al rettore dell'Ospedale;
- Papa Celestino III concede privilegi di autonomia all'ospedale;
- Pagamento del baliatico in natura, cioè con il grano proveniente dalle 'grancie' (fattorie fortificate) di proprietà dell'ospedale;
- Cura e governo degli infermi;
- Distribuzione delle elemosine;
- Accoglienza e matrimonio dei trovatelli;
- Il banchetto dei poveri, che veniva offerto tre volte alla settimana.
Maestà di Simone Martini
Entro un padiglione sostenuto da angeli e santi, la Madonna con il Bambino è seduta su di un grande trono gotico, circondata da una corte celeste. Il Bambino ha un cartiglio che reca la scritta 'Diligete iustitiam qui iudicatis terram'. In primo piano, inginocchiati, i quattro santi protettori di Siena: da sinistra, S. Ansano, S. Savino, S. Crescenzio e S. Vittore e due Angeli che offrono alla Vergine canestri di fiori. In secondo piano da sinistra, San Paolo, San Michele Arcangelo e San Giovanni Evangelista; a destra, San Giovanni Battista, l'Arcangelo Gabriele e San Pietro. In terza fila, un Angelo, Santa Maria Maddalena, Santa Caterina d'Alessandria; a destra Santa Barbara, Sant'Agnese, un Angelo. Nelle ultime due file figure di Apostoli ed Evangelisti tra cui sono riconoscibili a sinistra San Bartolomeo con la barba ed i capelli ricci, a destra Sant'Andrea con la barba ed i capelli bianchi scarmigliati, San Giacomo Maggiore con una conchiglia sulla spalla e all'estremità San Marco Evangelista. Nella cornice ci sono venti medaglioni con figure di Santi a mezzo busto separati alternativamente dalla Balzana, cioè lo stemma di Siena, e dal Leone rampante, simbolo del Capitano del Popolo. Ai quattro angoli della cornice sono raffigurati i quattro Evangelisti: in alto a sinistra San Giovanni con l'aquila, a destra San Luca con il toro, in basso San Matteo con l'angelo e San Marco con il leone. Al centro, in alto, il Cristo benedicente, ed ai suoi lati Isacco, Mosè, David e Giacobbe. Nella parte inferiore sono affrescati i Quattro Padri della Chiesa Ambrogio, Girolamo, Agostino, Gregorio e al centro una Figura allegorica dalla doppia testa, simboleggiante la Lex Vetus e la Lex Nova, che sorreggono due cartigli, uno con il Decalogo e l'altro con l'elenco dei Sacramenti e ai lati il recto ed il verso di una moneta senese.
Allegoria del Buon Governo
A destra:
Figura di vecchio vestito con una tunica bianca e nera, sorreggente il sigillo di Siena e con ai piedi la lupa con i gemelli. Sopra il Vegliardo aleggiano le tre Virtù Teologali (da sinistra la Fede con la croce, la Carità con la fiaccola e la Speranza che guarda in alto) e intorno siedono la Pace con la corona d'alloro e un ramo di olivo, la Fortezza con lo scettro e lo scudo, la Prudenza, la Magnanimità con un cesto di monete e la corona in mano, la Temperanza con la clessidra, e la Giustizia che impugna con una mano la spada, con l'altra sorregge una corona e sul grembo tiene la testa di un giustiziato.
A sinistra:
Figura della Giustizia, con gli occhi rivolti in alto verso la Sapienza, e dalla cui testa si dipartono i due bracci della bilancia che sorreggono due angeli, di cui quello a sinistra impersona la Giustizia distributiva, che decapita un colpevole e incorona un virtuoso, e quello a destra la Giustizia commutativa che distribuisce ricchezza e potere. Dai due piatti della bilancia scendono verso il basso due corde che si intrecciano e vengono raccolte dalla figura della Concordia, che ha in grembo una pialla, la quale a sua volta le passa come simbolo di guida ai Ventiquattro Magistrati della Repubblica, i quali incedono con esse, cioè 'concordi', verso la figura di vecchio, che ne sorregge la coda. All'estremità della composizione quattro cavalieri ed un gruppo di soldati, simbolicamente disposti sotto la Giustizia, attorniano un gruppo di malfattori.
Allegoria del Cattivo Governo
La figura centrale è la Tirannide, un mostruoso personaggio munito di corna taurine e di zanne di cinghiale che indossa un'armatura e un mantello, e sorregge con la destra un pugnale e con la sinistra una coppa di veleno. Ai suoi piedi giace un caprone simbolo della mostruosità e dei delitti proscritti dalla legge mosaica, mentre sulla sua testa sono l'Avarizia con un rampino e un torchio, la Superbia con la spada e con il giogo, e la Vanagloria che si guarda a uno specchio e che sorregge un ramo. Accanto alla Tirannide sono la Crudeltà che presenta un serpente a un bambino, l'Inganno che sorregge un animale dalla testa di agnello e coda di scorpione, la Frode con le ali di pipistrello che sostiene un bastone, il Furore, una sorta di centauro con la testa di cinghiale e la coda di lupo, la Discordia con un vestito bianco e nero su cui è scritto Si-No ed una sega, e la Guerra con lo scudo e la spada e ai piedi una bara. Distesa a terra sotto la Tirannide è la Giustizia con la bilancia rotta.
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