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Totale
kilometri: 90 |
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| Come arrivare | |
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da Siena imbocchiamo, in prossimità della superstrada per Firenze,
la strada statale 222. Dopo quasi 17 kilometri arriviamo a Castellina
in Chianti. |
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| Castellina in Chianti | |
Le
tombe del tumulo di Montecalvario testimoniano di un remoto insediamento
etrusco, ma è al Medioevo che si deve la fondazione del borgo murato
sull'antica strada tra Firenze e Siena, nel punto in cui questa giunge
a dominare le valli dell'Elsa, dell'Arbia e della Pesa. Nello stemma araldico
figurano un gallo nero, simbolo dell'antica Lega del Chianti di cui Castellina
fu caposaldo, e una torre diroccata, immagine eloquente di trascorse contese.
Delle origini conserva l'impianto quadrilatero dell'abitato, con caratteri
in parte rinascimentali, e la Rocca. |
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| Lasciamo
Castellina in Chianti e ci inoltriamo, con la strada statale 429, nel
cuore del Chianti senese in direzione di Radda in Chianti |
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Radda in Chianti |
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Borgo
di ampi panorami, su un poggio che segna lo spartiacque tra le valli della
Pesa e dell'Arbia, conserva la struttura medievale a pianta ellittica
allungata. Dell'epoca in cui fu capoluogo della Lega del Chianti è
il quattrocentesco palazzo del Podestà, ornato di stemmi. |
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| Per
la strada per Firenze, dopo circa 2 kilometri si devia a destra per Volpaia. |
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Volpaia |
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Il
castello risale al X secolo. Nella piazza, con caratteristico pozzo, si
trova la commenda di S. Eufrosino, fondata nel 1443. Nei vicoli scoscesi
si susseguono palazzi e torri di notevole interesse storico. |
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| Da
Radda in Chianti si prosegue ancora lungo la statale 429 che dopo 7 kilometri
va a innestarsi sulla 408 Siena-Montevarchi in prossimità di Badia
a Coltibuono. |
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| Badia a Coltibuono | |
Abbazia
vallombrosana risalente al XI secolo. Presenta ancora massicce mura originali.
Le belle forme romaniche e la grande torre campanaria caratterizzano l'edificio. |
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| Da
Badia a Coltibuono ci immettiamo sulla statale 408 in direzione di Siena
e in meno di 5 kilometri siamo a Gaiole in Chianti. |
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| Gaiole in Chianti | |
Situata
tra i monti del Chianti e le colline dell'alta val d'Arbia, nacque come
luogo di mercato dei paesi dell'interno, sulla strada per Montevarchi. |
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| Da
Gaiole in Chianti si continua a percorrere la strada statale 408 in direzione
di Siena. Dopo meno di 3 kilometri si apre una deviazione a sinistra per
Castagnoli. La imbocchiamo e quasi subito ne troviamo un'altra a destra
che ci porta al Castello di Meleto. |
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| Castello di Meleto | |
| Originariamente
dipendente dell'Abbazia Vallombrosana di Coltibuono, il castello passò
ai Firidolfi nel XIII secolo. Maestosa è l'edificazione che si
sviluppa intorno alla torre primitiva. Imponenti le torri cilindriche
laterali. |
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| Ritorniamo
sulla strada per Castagnoli e arrivati qui giriamo a destra per San Martino:
la strada, con molte curve, discende per 3 kilometri fino ad immettersi
nella statale 484 che unisce la statale 408 a Castelnuovo Berardenga.
Giriamo a sinistra, appunto in direzione di Castelnuovo, e risaliamo per
altri 3 kilometri fino ai piedi di Brolio. |
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| Castello di Brolio | |
| Risalente
al X secolo, di proprietà della famiglia Ricasoli, fu residenza
del 'barone di ferro' Bettino, cui va il merito di aver regolamentato
la produzione e fatto conoscere la qualità del vino Chianti oltre
i confini nazionali. Agli amanti del buon vino consiglio di prenotare una visita ed una degustazione di Chianti presso la Barone Ricasoli. |
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| Dal
Castello di Brolio riprendiamo la statale 484 in direzione di Castelnuovo
Berardenga e ci fermiamo a San Gusmè. |
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| San Gusme' | |
| Borgo
fortificato cinto da mura duecentesche, racchiude un esemplare modello
di abitato medievale. Questa importante roccaforte senese, cadde soltanto
nel 1554. Dalle due porte, ancora originarie, si accede al borgo, in cui
si ammirano preziose testimonianze di architettura medioevale e di arte
senese. |
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| Da
San Gusmè percorriamo altri 5 kilometri e siamo a Castelnuovo Berardenga. |
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| Castelnuovo Berardenga | |
| La
storia di questo comune è intimamente connessa alle vicende della
famiglia dei conti Berardeschi, di cui fu possedimento fin dall'anno 1000,
e all'esigenza sentita dalla Repubblica di Siena di frapporre alle mire
espansionistiche fiorentine un territorio variamente fortificato. Delle
ingenti opere di fortificazione possiamo indicare come simbolo una torre
nella parte alta della città. Sulle rovine dell'antico castello
venne edificata, verso la fine del XVIII secolo, Villa Chigi, di proprietà
dei Conti Chigi Saracini, i quali ne fecero un punto di richiamo per artisti,
musicisti e personalità dell'epoca. La Villa, circondata da un
meraviglioso parco di querci, è ancora in ottimo stato di conservazione. |
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| Lasciamo
Castelnuovo Berardenga in direzione di Pianella, dove confluiremo nuovamente
sulla statale 408 Siena-Montevarchi. Percorsi circa due kilometri e mezzo
incontriamo la pieve di Pàcina. Da Pàcina ci si può
rapidamente portare nella piana di Montaperti. |
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| Monteaperti | |
| Teatro della famosa battaglia in cui i senesi sconfissero i fiorentini il 4 settembre 1260. | |
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